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Foto da Twitter (Eva Sfiligoi)

Foto da Twitter (Eva Sfiligoi)

Migliaia di fiaccole e cuori in strada per Giulio Regeni

Fiumicello ha visto 2mila persone chiedere tutte assieme "Verità per Giulio" nell'anniversario dell'anno dalla scomparsa del giovane ricercatore assassinato al Cairo

Ore 19.41, un anno esatto dalla scomparsa di Giulio Regeni nelle strade del Cairo. Duemila persone sono scese in strada a Fiumicello per ricordare il ricercatore dell’Università di Cambridge, barbaramente assassinato nella capitale egiziana dalla violenza psicopatica del regime dittatoriale di Al Sisi. 

Il sindaco del paese, Ennio Scridel, ha tenuto un breve discorso in cui ha ricordato la figura del giovane, e citando "La ginestra" di Giacomo Leopardi ha detto che «adesso tocca all'Egitto» accertare la verità. Subito dopo l’accensione delle candele. Dopo un minuto di silenzio, il primo cittadino ha invitato la folla a seguire le testimonianze nel centro ricreativo "Giulio Regeni". 

IL CORAGGIO DEI REGENI. «Siamo qui per ringraziarvi per il sostegno che ci avete dato e che continuate a darci». Così si sono espressi Claudio Regeni e Paola Deffendi, i genitori di Giulio, salutando la folla dal palco del Centro ricreativo dedicato al figlio.«È stato un anno intenso, terribile, un viaggio nell'orrore che diventa sempre più profondo man mano che ci addentriamo nei particolari: abbiamo visto e stiamo vedendo proprio tutto il male del mondo», hanno detto i Regeni. «Questo male continua a svelarsi pian piano», hanno aggiunto i familiari riferendosi allo stillicidio di informazioni, non sempre affidabili né verosimili, che arrivano dall'Egitto. E ringraziando «per la solidarietà» e «la vicinanza» di molti italiani sono tornati a chiedere «di riversarsi nelle piazze con fiaccole accese per Giulio, per coloro che non sono rispettati nei loro diritti umani». Gli investigatori italiani registrano tuttavia «significativi passi avanti» nelle indagini dallo scorso settembre quando, dopo il periodo di "crisi" tra l'Italia e l'Egitto - dove non è ancora rientrato l'ambasciatore italiano - i magistrati egiziani hanno deciso di consegnare i documenti richiesti.

Il premier Paolo Gentiloni ha sentito ieri mattina i genitori di Giulio Regeni. Il premier ha confermato la vicinanza del governo ed espresso fiducia nel lavoro che sta facendo la magistratura italiana, auspicando ulteriori passi avanti sulla via dell'accertamento della verità.

Mattarella, collaborare per arrestare colpevoli. «Da un anno l'Italia piange la uccisione di un suo giovane studioso, Giulio Regeni, senza che si sia potuto far piena luce sulla tragica vicenda, malgrado gli sforzi intensi della nostra magistratura e della nostra diplomazia», ha detto il Presidente della Repubblica  Mattarella. «Il dolore della nostra comunità nazionale è immutato così come immutata rimane la ferma volontà di chiedere giustizia per il crimine efferato che si è accanito contro il giovane. Ai familiari rinnovo, a nome di tutti gli italiani, sentimenti di vicinanza e sostegno».

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