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I genitori di Giulio al centro, abbracciati dalla solidarietà dei partecipanti all'incontro

I genitori di Giulio al centro, abbracciati dalla solidarietà dei partecipanti all'incontro

I genitori di Giulio Regeni: «L'Egitto non collabora, Europa e Italia facciano pressione»

Decisa presa di posizione da parte di Claudio Regeni e Paola Deffendi da Bruxelles

È un appello all'Italia e all'Europa, quello che hanno lanciato da Bruxelles i genitori di Giulio Regeni parlando alla sottocommissione per i diritti dell'uomo del Parlamento europeo. Dall'istituzione comunitaria Claduio Regeni e Paola Deffendi hanno chiesto una presa di posizione sull'Egitto, al loro paese e al loro continente, perché quello che è accaduto a loro figlio potrebbe succedere a chiunque, e la cosa non deve ripetersi mai più.

FARE PRESSIONE. Leggendo dei discorsi, i genitori del ricercatore italiano ucciso in Egitto hanno chiesto un rafforzamento delle pressioni nei confronti del Cairo, che «non collabora» nelle indagini per stabilire la verità sulle circostanze che hanno portato al rapimento e al barbaro assassinio dello studioso. «Non c'è collaborazione da parte dell'Egitto, non collabora con la nostra procura, che ringrazio e che pensa a Giulio giorno e notte», ha detto Paola Deffendi, la madre di Regeni. «L’Egitto - ha continuato - non sta collaborando con l'Italia e con l'Europa, perché l'Italia è in Europa, quindi chiediamo forte pressione dell'Europa verso l'Egitto. Per ora abbiamo solo carta straccia, solo testimonianza false, per questo non possiamo trovare la verità».

ITALIA ED EGITTO. I genitori chiedono che l'Italia - «non ho capito se l'Italia è ancora amica dell'Egitto», s'è chiesta la madre - e l'Europa intrattenga ancora relazioni amichevoli con il Cairo. «Allora oggi - ha detto ancora - potrebbe iniziare una nuova fase: basta commemorazioni, servono azioni». Le azioni sono stante sintetizzate dal padre, Claudio Regeni, in otto richieste tra le quali il richiamo degli ambasciatori degli stati membri, la dichiarazione dell'Egitto come paese non sicuro, la sospensione degli accordi di riammissione e degli accordi interforza, la sospensione degli accordi di fornitura di armi, apparati bellici o per lo spionaggio e la repressione interna, la sospensione degli accordi economici, il monitoraggio dei processi contro attivisti, avvocati e giornalisti e la protezione di chi può fornire notizie concrete per l'indagine.

LE RICHIESTE. Al governo egiziano, la madre di Giulio Regeni ha chiesto ancora una volta il perché il figlio sia stato assassinato. «Un bambino di quarta elementare mi ha chiesto: «Perché hanno ucciso Giulio che voleva aiutarli?' E questo ora chiedo io al governo egiziano: perché?».

Il post su Facebook dell'europarlamentare Isabella De Monte, tra gli organizzatori dell'incontro

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