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I genitori e la sorella di Giulio Regeni

I genitori e la sorella di Giulio Regeni

«Al Sisi voleva insabbiare tutta la storia di Giulio Regeni»

Le dichiarazioni, rese alla trasmissione Rai "Presa Diretta", sono di Omar Afifi, ex agente segreto del paese nordafricano. Tra meno di 10 giorni nuovo vertice italo egiziano tra gli inquirenti che seguono la vicenda

Indiscrezioni, testimonianze anonime e pubbliche, ricordi. La puntata di “Presa Diretta”, andata in onda la sera di lunedì 29 su Rai3, ha focalizzato la sua attenzione sul caso di Giulio Regeni, avvolto ancora da troppe incertezze. Tra gli intervistati anche Omar Afifi, ex uomo dei servizi segreti egiziani, che ha accusato ancora le autorità egiziane di avere cercato di insabbiare il caso. «Quando Al Sisi ha saputo della morte di Giulio - ha dichiarato Afifi - ha convocato il ministro degli Esteri e le alte gerarchie militari, e hanno deciso di dire che Regeni era morto in un incidente d'auto». Sospettato di essere una spia, Regeni sarebbe stato fermato da uomini in borghese e poi portato al commissariato di Giza, ha sostenuto l'ex uomo dei servizi. «Sicuramente — ha detto Afifi — il ministro dell’Interno era a conoscenza di tutto». Sarebbe stata una guerra interna a uccidere Giulio. E un'altra testimonianza, resa all'ambasciata italiana in Svizzera da un anonimo, parla di una diversa dinamica, ma comunque di uno scontro tra apparati egiziani.

LA PUNTATA DI PRESA DIRETTA

VERTICE INDAGINI. Nel frattempo è stato fissato per l'8 e 9 settembre a Roma un nuovo incontro tra magistrati italiani e quelli egiziani che indagano sulla morte del ricercatore. All’appuntamento, richiesto dalla Procura di Roma, parteciperanno il procuratore Giuseppe Pignatone, il sostituto Sergio Colaiocco e per gli egiziani il procuratore generale Nabil Ahmed Sadek e il team di magistrati creato per indagare sulla morte del giovane ricercatore. Nel corso del vertice, a quanto si apprende, verrà fatto il punto sulle indagini dopo i documenti che gli uffici giudiziari si sono trasmessi tramite rogatoria negli scorsi mesi. Quello di settembre è il terzo incontro tra magistrati dopo il ritrovamento del corpo di Regeni. 

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