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Romi Bittolo, al centro, con le sue aiutanti Barbara e Nicole

Romi Bittolo, al centro, con le sue aiutanti Barbara e Nicole

Il pittore Giovanni da Udine è nato dove ora c'è un locale del centro, ma in pochissimi lo sanno

La casa dove vide la luce l'allievo di Raffaello ora è una caffetteria dove si può suonare il piano, scambiarsi libri, giocare a campana e bere aperitivi a base di tè

Ci sarete passati davanti centinaia di volte, senza magari mai entrarci. Eppure il bar al “Vecchio tram”, all’angolo tra via Grazzano e piazza Garibaldi, ha una storia che merita di essere raccontata e conosciuta dagli udinesi perché proprio qui è nato il pittore e architetto Giovanni da Udine, brillante allievo di Raffaello, che ha creato le grottesche del Vaticano.

Nuova gestione

Rimasto chiuso per 10 mesi, lo scorso giugno è stato rilevato da Romi Bittolo, quarantenne di Manzano che da 24 anni sognava di aprire una caffetteria “con un’anima”. Dopo aver lavorato a Cividale, in viale Ungheria e nel bar di Arteni, si è messa alla ricerca del luogo perfetto, imbattendosi in questo angolo alle porte del centro di Udine e innamorandosene all’istante. «Ho sentito subito un’energia pazzesca qui dentro, forse per merito di queste vetrate che si affacciano una verso borgo Grazzano e l’altra verso piazza Garibaldi, regalandomi un doppio sguardo sulla città».

La vista sul borgo

Da una parte il movimento della città, dall’altra parte il ricordo di uno dei borghi più belli di Udine. «A volte mi fermo davanti alla vetrata e guardo via Grazzano con le persone che passeggiano, i ragazzi che si siedono sulla panchina davanti al Museo Etnografico e lo scorrere lento della roggia e penso che Udine è davvero bella e che mi piacerebbe far rivivere l’atmosfera del borgo storico. Una volta che si entra ci accorge poi che il locale è insonorizzato, quindi i rumori del traffico rimane fuori e all'interno rimane solo l'atmosfera di un tempo».

Un locale per pensare

Versata la caparra ad aprile, dopo due mesi di lavoro il bar era già aperto, proprio come Romi se l’era immaginato. Ci sono le librerie piene di volumi, affinché i clienti possano prendere e portare i loro libri preferiti, ci sono i tè e gli infusi in bella vista, la bacheca per gli annunci, gli scaffali pieni di prodotti di prima qualità, l’angolo della beneficenza e, soprattutto, un pianoforte pronto ad essere suonato da chiunque. «La mia idea di caffetteria è quella di un posto che ti faccia sentire a casa, con un po’ di musica in sottofondo, una luce naturale che riscalda e qualcosa di buono da bere e da mangiare con un menù che spiega bene ai clienti cosa stanno consumando. Qui vorrei che le persone si prendessero tutto il tempo per rilassarsi e stare bene. Spesso arrivano degli studenti universitari che si dilettano con il pianoforte, mentre aspettano che si prepari il loro infuso e qualche volta, la sera, viene anche un signore di una certa età che aspetta di essere solo per fare le sue prove». Sul pavimento è disegnato anche il gioco della campana, dove i bambini saltano senza disturbare la clientela e ogni secondo lunedì del mese un gruppo di donne si trovano a parlare di letterauta.

La casa natia di Giovanni da Udine 

Ma oltre all’offerta di infusi e caffè, che sono la vera specialità di Romi (oltre a farsi consigliare da lei sulla bevanda più adatta, i più audaci possono anche sperimentare gli aperitivi alcolici a base di tè e caffè), la vera particolarità di questo locale è la sua storia, caratterizzata non solo dal nome che suggerisce come una volta lì di fronte passasse il tram cittadino. «Non è facile trovare molte notizie, ma una volta avviata l’attività ho scoperto che questa è la vera casa natia di Giovanni da Udine. Tutti credono sia nell’omonima via laterale di via Gemona, dove la famiglia si trasferì in seguito, eppure lui è nato proprio qui dentro». Il celebre pittore, collaboratore di Raffaello e vicino al quale è sepolto al Pantheon, vide la luce in quella che oggi è la graziosissima sala con soffitto a volta che si trova all’interno del locale, una stanza che impreziosisce con un tocco storico e architettonico una costruzione che è stata ampliata nel tempo. «Vorrei richiedere al Comune di Udine l’apposizione di una targa che identifichi questo come il luogo di nascita di una delle figure più importanti della città, in modo da confermare la rilevanza storica di questo borgo. Sto anche pensando alla realizzazione di un murale che racconti tutta la storia di Giovanni da Udine affinché la conoscano tutti».

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