Ruotolo: «Ogni giorno spero sia l'ultimo di carcere»

L'imputato per l'omicidio di Trifone Ragone e Teresa Costanza ha esternato   

Giosuè Ruotolo con la fidanzata

«Mi trovo da 8 mesi in carcere. Ogni giorno spero che sia l'ultimo, spero che vengano le guardie a dirmi si sono sbagliati puoi uscire». Perché «credo nella giustizia e di dimostrare la mia totale estraneità». Alla ripresa dopo la pausa pranzo della sesta udienza del processo in cui è unico imputato per l'omicidio della coppia di fidanzati Teresa Costanza e Trifone Ragone, Giosuè Ruotolo si è alzato in piedi davanti alla Corte d'Assise di Udine e ha reso dichiarazioni spontanee, per la prima volta dall'inizio del processo. In precedenza ha deposto il teste chiave dell'accusa, il runner Maurizio Marcuzzo, il quale ha detto di aver visto una persona di «altezza e corporatura normale, tra un metro e 70 e un metro e 90», in abbigliamento «grigio, scuro e comodo», «forse con un cappuccio o un cappello perché ho fatto fatica a capire se fosse uomo o donna».

LA MADRE DI TRIFONE. «Non gli direi niente perché cadrebbe nel nulla. Voglio solo giustizia». Così ha risposto Eleonora Ferrante, la mamma di Trifone Ragone. «C’è solo il ricordo di Trifone e Teresa, che sono stati massacrati», ha aggiunto.

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