Il 6 luglio giorno della memoria euroregionale

Nell'ultima capitale del patriarcato che unì le genti della Mitteleuropa il mesto ricordo delle divisioni e delle tragedie che seguirono la sua abolizione

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di UdineToday

Trasformare le diversità in divisioni al crocevia dell'Europa, tra Alpi e Adriatico, è stato forse il peggiore crimine perpetrato dai nazionalismi trionfanti nel Primo Conflitto Mondiale contro le nostre terre e le nostre genti, affratellate originariamente dall'antico e glorioso Patriarcato di Aquileia. Riscopriamo, dunque, la nostra storia comune!". Questo il testo del plurilingue, breve "appello civico dal Friuli nel centenario della Prima Guerra Mondiale", sottoscritto pubblicamente domenica 6 luglio 2014, di fronte al Palazzo Patriarcale di Udine, nel 263° anniversario dell'abolizione del Patriarcato aquileiese. Il 6 luglio 1751, infatti, quella che era stata per secoli la più grande giurisdizione ecclesiastica d'Europa, con sede a Udine, nel Friuli, venne abolita per ragioni politiche e spartita tra gli Stati del tempo. Terminava così una vicenda ultramilennaria che al crocevia del Continente aveva unito le genti romanze, germaniche, slave e magiare. Il futuro sarebbe stato un degradare inesorabile di odio tra diversità assunte a motivo di divisione, scadimento dolorosamente trionfante a ridosso di due terribili conflitti mondiali, con un catalogo di genocidi e discriminazioni per cui la ricorrenza della "Finis Aquileiae" a buon titolo è stata proposta come "giorno della memoria civica euroregionale". Da qui la particolare iniziativa sociale di commemorazione e di riflessione promossa dal Movimento Civico Culturale Alpino-Adriatico "Fogolâr Civic" e dal Circolo Universitario Friulano "Academie dal Friûl" sotto la presidenza del prof. Alberto Travain. L'appello, che sarà inviato nei prossimi mesi ad Istituzioni e organizzazioni sociali di tutta l'area storicamente soggetta all'antico Patriarcato locale, a cavallo tra le odierne Italia, Austria, Slovenia, Croazia, Ungheria, Svizzera e Germania, è stato redatto nelle quattro maggiori lingue del Friuli - italiano, friulano, sloveno e tedesco - oltreché in inglese ed indirizzato ad "autorità e cittadini dell'area storica culturale alpino-adriatica" con una dedica "ai nostri popoli tra Danubio e Adriatico" riecheggiante vagamente quella del fatidico proclama "Ai Miei Popoli" con cui nel 1914 l'anziano sovrano asburgico Francesco Giuseppe annunciava ai suoi sudditi l'inizio di un conflitto che avrebbe portato allo sgretolamento di un impero sovranazionale mitteleuropeo, modello perfettibile per una futura unità continentale fondata sulla convivenza delle diverse nazionalità. Il messaggio. In tale contesto commemorativo, alla presenza dell'assessore comunale udinese al commercio e al turismo dott. Alessandro Venanzi, delegato dal sindaco prof. Furio Honsell a rappresentare l'Amministrazione del capoluogo storico del Friuli e del celebre Patriarcato, ha avuto luogo la consegna al Fogolâr Civic della bandiera aquileiese benedetta da Papa Francesco il 15 gennaio 2014 a Roma, nelle mani del sacerdote friulano don Tarcisio Bordignon, in occasione del dono del pallio creato dalla celebre ricamatrice Antonietta Monzo Menossi. Il giovane dott. Venanzi ha ribadito l'attenzione e la gratitudine del Comune nei confronti dei due sodalizi promotori di tanti richiami alla riflessione sulle radici del territorio, contributo importante soprattutto - ha detto - per le ultime generazioni. Vibrante il discorso tenuto in lingua friulana dal prof. Travain che ha guidato poi le delegazioni in una visita al Palazzo Patriarcale, attraverso luoghi e simbologie di quell'antica istituzione ecclesiastica che fece di Udine "la capitâl ultime de prime Mittel-Europe".

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