Il "Gioco del rispetto", che divide Trieste e fa infiammare la polemica

L'iniziativa, sostenuta dal Comune giuliano, consiste in un insieme di proposte per i bambini e le bambine delle scuole dell’infanzia, studiata per trasmettere loro il concetto dell’uguaglianza tra uomini e donne

Sta facendo discutere parecchio a Trieste il "Gioco del rispetto - Pari e dispari”, un’atività che  propone un cambiamento di atteggiamenti sul tema del genere e delle pari opportunità. Il progetto vede coinvolti i bambini delle scuole materne cittadine, e ha tra gli aderenti anche il Comune di Trieste.  «È studiato per trasmettere il concetto dell'uguaglianza tra uomini e donne, così come sancito dalla Costituzione Italiana - ha spiegato in una nota la vicesindaco Fabiana Martini -. Attraverso il gioco, i bambini e le bambine apprenderanno che possono e devono avere gli stessi diritti di scegliere in futuro la professione che li realizzerà, così come da piccoli scelgono i giochi da fare a casa. L'obiettivo del “Gioco del rispetto” è di trasmettere il valore delle pari opportunità di realizzazione dei loro sogni personali, sia che siano maschi, sia che siano femmine».

Più di qualche genitore è rimasto perplesso sulla cosa, dopo aver letto alcune frasi dell'opuscolo che spiegava i giochi previsti dal progetto -  «facoltativo» tiene a precisare Martini -  che forniscono alle insegnanti indicazioni su come svolgere i giochi stessi. Uno di questi prevede che la maestra, dopo aver fatto fare ai piccoli un po’ di attività fisica, faccia notare che le sensazioni e le percezioni provate sono uguali, indifferentemente dal genere appunto. «Per rinforzare questa sensazione - si legge nel manuale a disposizione delle insegnanti - i bambini/e possono esplorare i corpi dei loro compagni, ascoltare il battito del cuore a vicenda o il respiro. Ovviamente - si prosegue - i bambini possono riconoscere che ci sono differenze fisiche che li caratterizzano, in particolare nell’area genitale».

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A TRIESTE NON SI PLACANO LE POLEMICHE

Non è passato inosservato neanche il gioco del "Se fossi", in cui si potranno indossare diversi costumi anche non del proprio genere, potendo esprimere le proprio sensazioni, la propria personalità e la propria fantasia. Le reazioni politiche, ovviamente, non sono mancate. Questo pomeriggio, alle 17, è stato organizzato un confronto sulla questione - dall’amministrazione comunale - alla scuola dell’infanzia Cuccioli di via Vittorino da Feltre. 

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