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Gioco d'azzardo: "La legge no-slot non basta. Potrebbe essere tardi"

Domani verrà discussa in Consiglio regionale una legge che tenterà di premiare i gestori dei bar che diranno no alle slot machine. Uno dei maggiori esperti in ludoterapia e ludopatia, il dottor Rolando De Luca, lancia però il suo appello e invoca la politica a fare di più

Sabato 1° febbraio in Consiglio regionale a Trieste verrà sottoposta a voto la legge "no slot" proposta dal Partito Democratico e dai Cittadini per il Presidente. Il testo ha come obiettivo il contrasto al gioco d'azzardo attraverso premi fiscali ai commercianti che decidono di non inserire nei loro spazi slot-machine e maggiori sanzioni per chi non rispetta le norme in materia. Con la sua approvazione si vuole puntare ad un maggiore monitoraggio dei fenomeni di dipendenza attraverso una collaborazione fra Polizia e organi preposti, alla formazione e sensibilizzazione -in primis - degli esercenti, e alla riduzione degli spazi pubblicitari relativi al gioco d'azzardo. In più per i comuni - oltre alla richiesta di creare rete fra loro, gli enti socio-sanitari e le associazioni -, è prevista la competenza di regolamentare le installazioni delle macchinette o di vietarle nelle zone considerate sensibili (vicino alle scuole, per esempio).

Udinetoday.it ha chiesto un'opinione al dottor Rolando de Luca, psicologo e terapeuta, uno dei maggiori esperti nazionali da dipendenza da gioco d'azzardo.

De Luca, fondatore e responsabile del Centro di Terapia di Campoformido per giocatori d'azzardo e loro familiari, non sembra totalmente soddisfatto della norma in esame: "E' un rattoppo che non serve a fermare oramai un fenomeno dilagante e degradante". Una piaga, a suo dire, che deve essere affrontata con maggiore incisività e a livello nazionale.

E continua drasticamente: "E' chiaro che ci sono dei conflitti tra le istituzioni. Da una parte uno Stato centrale che in questi 20 anni ha invaso il territorio con l'azzardo di Stato, dall'altro si cerca di mettere dei rattoppi con delle iniziative che sono interessanti come quelle della Regione Friuli Venezia Giulia." - e prosegue - "Il territorio e il web sono invasi, la pubblicità aumenta, l'offerta aumenta, quindi queste iniziative tampone non so dove possano portare. Mi sembra che si sia fermi ancora al 2000 quando si venne convocati in Regione per cercare, già allora, di tamponare la situazione. Quello che vedo io da questo osservatorio - attualmente il dottor De Luca segue 28 persone, con un'età media di 40 anni - è che c'è stato purtroppo un salto negativo anche nella richiesta di aiuto. Questo sistema ha generato delle situazioni che non hanno più via di uscita."

Quasi una resa quella che ci racconta De Luca che invoca misure shock: "Quello che bisogna fare è intervenire ai vertici, vietando la pubblicità, diminuendo l'offerta di azzardo e poi intervenire pesantemente su aspetti di tipo terapeutico. Anche facendo tutto questo oramai potrebbe essere tardi".

Segnaliamo, per chi avesse bisogno d'aiuto, il sito che lo stesso dott. De Luca coordina: www.sosazzardo.it e la sua mail:rolandodeluca@gmail.com

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