Governo del "Made in Italy", un italiano su due vorrebbe Giannola Nonino alla Cultura

Un sondaggio dell'agenzia Klaus Davi proietta l'imprenditrice della grappa in un ruolo da ministro. Il premier sarebbe Giorgio Armani

Un esecutivo composto esclusivamente da grandi imprenditori del Made in Italy, con Giannola Nonino ai Beni culturali. È quanto emerge da un sondaggio effettuato dall'agenzia di comunicazione Klaus Davi. Su un campione di 527 italiani di età fra i 18 e i 60 anni un italiano su due vorrebbe un Governo del "made in Italy", con la produttrice di grappa alla cultura e Giorgio Armani premier. Ma perché un governo di imprenditori? Competenza, il fatto che siano personaggi ricchi e quindi "non ruberebbero", una migliore reputazione dei nostri politici, soprattutto a livello internazionale e le numerose esperienze all'estero.

Gli altri ministri

All'Economia il campione vorrebbe Carlo Bonomi, neo eletto presidente di Confindustria, mentre allo Sviluppo Economico per gli intervistati il candidato ideale sarebbe un altro rappresentante della nostra moda, Diego della Valle, presidente di Hogan e Tod's. Miuccia Prada, figura di spicco della grande casa di moda italiana nonché fondatrice di Miu Miu, potrebbe essere la giusta ministra del Made in Italy, mentre agli Esteri la scelta ricadrebbe su Luca Cordero di Montezemolo. Alle Pari opportunità un altro volto che rappresenta il Belpaese nel mondo, Donatella Versace. Per il Tesoro in pole position c'è Alberto Bombassei, presidente della Brembo. Una donna potrebbe andare alla Salute: Massimiliana Landini Aleotti, proprietaria del colosso farmaceutico Menarini. Al Lavoro il campione vorrebbe Fortunato Amarelli, ad della storica azienda famigliare di liquirizia. Ancora quote rosa, molto presenti in questo governo, con altre otto esponenti femminili del nostro Paese che anche all'estero godono di grande visibilità e rispetto: Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio sarebbe Marcella Caradonna, presidente dell’Ordine dei commercialisti di Milano; ai Rapporti col Parlamento avremmo Maria Bianca Farina, presidente di Poste Italiane; all'Ambiente la preferenza è per Marina Caprotti, vicepresidente di Esselunga e discendente dell'azienda di famiglia, da sempre molto attenta alle politiche sostenibili; alla Politiche agricole prima scelta è Alessia Zucchi, ad di Oleificio Zucchi; alla Pubblica Amministrazione Emma Marcegaglia, già presidente di Confindustria e dell'Eni; per gli Affari Europei Licia Mattioli, ex vicepresidente degli Industriali Italiani con delega all'Internazionalizzazione e a capo di una grande azienda di gioielleria; chiude il sostanzioso gruppo femminile Federica Guidi, indicata nel delicato ruolo di Ministra dell'Interno. Per il Turismo si vedrebbe bene Flavio Briatore. Per il Ministero per il Sud le preferenze pendono decisamente dalla parte di Pasquale Natuzzi, meridionale che col suo Gruppo Natuzzi ha fatto tanto per lo sviluppo e l'occupazione nel Mezzogiorno. Un altro uomo del Sud all'Innovazione: Alessio Lorusso, ceo e fondatore di Roboze. Alle Infrastrutture e Trasporti il campione ha scelto Franco Fenoglio, presidente della sezione veicoli industriali di Unrae. Per la Difesa un vero esperto di sicurezza, vale a dire Lorenzo Manca, Presidente di Sicuritalia. Giovanni Malagò, l'attuale presidente del Coni, in carica dal febbraio 2013, è considerato l'uomo giusto come Ministro dello Sport, mentre alla Giustizia si dà fiducia a Brunello Cucinelli, fondatore dell'omonima azienda di abbigliamento. Al Ministero dell'Istruzione la scelta ricade su Marco Palmieri, presidente della Piquadro. Chiude, all’Università e Ricerca, Michele Corsi, neo rettore dell'Università Telematica Pegaso.


 

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