Temperature sotto lo zero: colpiti frutteti in tutta la pianura friulana

I danni saranno stimati tra qualche giorno, ma per le coltivazioni senza sistema antibrina si parla del 50% della produzione

Come se non bastasse il blocco delle attività produttive. Come se non bastasse l'emergenza in corso. Il meteo è cambiato e, per quanto il sole continui a splendere durante il giorno, nelle ultime notti le temperature sono crollate, mettendo a rischio le coltivazioni agricole. L'allarme arriva dall'Agenzia di Sviluppo del Cluster regionale dell’Agroalimentare e Bioeconomia: durante la scorsa notte la temperatura è scesa fino a 4 gradi sottozero e se per il momento determinante è stata la dotazione di impianti antibrina, si teme il peggio per questa sera.

Il caso

Nella notte le temperature sono scese sotto lo zero e la gelata ha colpito frutteti in tutta la pianura friulana: nella notte tra lunedì e martedì, la temperatura notturna ha raggiunto i meno 4 gradi dalla zona collinare alla pianura. Questa notte è prevista una situazione peggiore con punte di meno 5 gradi. I danni saranno calcolabili tra una settimana analizzando le conseguenze sulle gemme già presenti sulle piante che avevano avviato il proprio ciclo vegetativo: mele, pesche, kiwi. Per i vigneti, ancora nella fase di ”pianto”, le valutazioni si faranno più avanti.

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Soluzioni

L'episodio ha confermato l'importanza degli impianti antibrina per i fruttiferi, ovvero i sistemi di irrigazione a pioggia che attivati prima della gelata consentono di creare un involucro di ghiaccio attorno alle piante limitando la temperatura all'interno a zero gradi. «Abbiamo attivato gli irrigatori fin dalle 23 di ieri sera - commenta Peter Larcher, titolare dell'azienda melicola Pomis di Chiasiellis - più a rischio sono le varietà che hanno già avviato il ciclo vegetativo, come le Gala, le Granny Smith, le Pink Lady e altre minori. I frutteti non dotati di impianto antibrina avranno un danno attorno al 50% della produzione. Per fortuna la gran parte dei meleti rimasti oggi in regione sono dotati di questo sistema, ma esistono ancora frutteti che non possono dotarsi perché non collegati alla rete di irrigazione».
Impianti come quelli antibrina ma anche antigrandine, su cui secondo il presidente dell'agenzia di cluster Agrifood Fvg Claudio Filipuzzi «si dovrà continuare a investire per creare un sistema resiliente alla luce dei repentini episodi climatici estremi che puntualmente non risparmiamo neppure la nostra regione».

Intanto i produttori guardano con apprensione già a questa notte, quando le previsioni parlano di un ulteriore abbassamento delle temperature che potrebbero toccare i meno 5 gradi. «Questi fenomeni potranno ripetersi ancora per 2-3 settimane, almeno fino a Pasqua», conclude Larcher.

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