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I dehors destinati alla demolizione

I dehors destinati alla demolizione

Abusivismo: i gazebo di Piazza San Giacomo come il recinto dei nomadi

Per entrambe le strutture palazzo D'Aronco ha avviato le procedure per la demolizione, dopo che i proprietari non hanno dato retta all'ordinanza in materia. I pareri di Alessandro Venanzi del PD e Vincenzo Tanzi del PdL

I gazebo allestiti in piazza San Giacomo davanti a "Il Matteotti", ristorante gestito dalla Voilà Srl, facente capo a Sara Papinutto, moglie di Diego Volpe Pasini, saranno demoliti dal Comune. Palazzo D'Aronco ha avviato le procedure per eseguire il provvedimento.

Stesso destino per il recinto costruito dai rom di fronte al campo nomadi di via Monte Sei Busi. In entrambi i casi si tratta di un atto dovuto, conseguente all’ordinanza di demolizione non ottemperata dai proprietari.

Abbiamo sentito sulla cosa Alessandro Venanzi del PD e Vincenzo Tanzi del PdL.  

Tanzi: "tutto ciò che abusivo, costruito e realizzato non a regola d'arte va smantellato, sia esso in centro sia esso in periferia. La regola che deve valere per tutti, anche se una cosa sono gli abusi altra cosa è, migliorare l'attrattività, la fruibilità e la vivibilità del centro storico e delle sue piazze. In tutta la questione, però pretendiamo chiarezza e un minimo di elasticità alla pari di quello che succede nelle altrettante importanti città d'Italia. I vincoli imposti dalla Soprintendenza, seppur rispettabili, non possono colpire come una scure e ammazzare tutte le attività commerciali, e in più accrescere quella che è già in atto: la desertificazione di piazze e del centro storico. Altra questione ben diversa è il recinto per i cavalli a ridosso del campo rom. Il campo rom di via Monte sei Busi è un problema politico, etico e sociale viziato da ripetuti abusi edilizi che si trascina da oltre 50 anni. Lo sgombero campo rom era nel programma di Honsell, quindi, un impegno pubblico a un problema esistente, ma disatteso. Dopo che il demanio si era detto disponibile alla vendita dell'area per circa 250 mila euro, Honsell invece di acquistarla, ha preferito spendere lo scorso anno oltre 160 mila di soldi pubblici per ripulirla dai rifiuti. Contrari da sempre a questo modo di fare , poiché rimaniamo dell'idea, non solo il recinto dei cavalli, ma tutta la zona vada definitivamente smantellata e bonificata. Ora a ridosso delle elezioni comunali, Honsell torna con i suoi proclami di facciata, dimenticando che in 5 anni non ha fatto nulla per impedire il sorgere di ulteriori abusi."

Venanzi: "credo sia necessario regolamentare definitivamente i cosiddetti “dehors”: ovvero quelle strutture esterne ai bar od esercizi commerciali atti a creare maggior conforto (soprattutto d’inverno) agli avventori, con un principio di coerenza tra loro e delle regole ben chiare. Ritengo che consentire l’allestimento di queste strutture (ovviamente a chi lo desidera e decide di fare un investimento per la sua attività), e più in generale dare delle regole per consentire maggiori opportunità di occupazione di suolo pubblico (questo vale anche per spazi che ad oggi vengono utilizzati non solo da bar, ma anche da negozi ed esercizi commerciali), darebbe una immagine più ordinata della città e forse sarebbe un piccolo aiuto per il commercio cittadino. Attenzione però, questo non vuol dire creare delle strutture fisse ad ogni angolo o concedere le piazze ai commercianti, come in taluni casi oggi purtroppo avviene. Non sto dicendo questo anzi, al contrario, lo dico proprio perché le piazze e le strade sono di tutti! Prendiamo ad esempio la vicina Austria che su vivibilità ci ha sempre insegnato molto. Ecco, quello è un modello di centro pedonale a cui fare riferimento. Credo fondamentale inoltre avviare un discorso con la Soprintendenza al fine di avviare un percorso che porti ad una scelta condivisa sull'argomento e che chiuda lo stato confusionale che vige oggi sull'argomento. Chi mi conosce sa che queste non sono riflessioni per me nuove, anzi le ho sollevate in varie sedi ed occasioni. Credo che la prossima Giunta non possa temporeggiare ancora sull’argomento, anche guardando ad un naturale e fisiologico mutamento della città."

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