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Presentato il Fvg Pride 2021, sarà il primo Pride transfrontaliero d’Italia

L'11 maggio il primo evento "Chi ha paura dello schwa?”, un confronto sul linguaggio ampio con la sociolinguista Vera Gheno e l'avvocata Patrizia Fiore. La parata finale si svolgerà a settembre a Gorizia e Nova Gorica

Il 2020 è stato un anno difficile sotto ogni aspetto e non meno duro è questo 2021. «La pandemia ha portato a galla diverse criticità della nostra cultura, società, economia e politica e, con il confinamento delle persone in bolle sociali, ha reso ostico gestire i momenti di crisi. Ma proprio questa cornice di difficoltà e di isolamento ci rende ancora più orgoglios* nell'annunciare la terza edizione del FVG Pride, che speriamo serva sia a riflettere sulle difficoltà specifiche e ulteriori che le persone della nostra comunità hanno dovuto affrontare in questo anno di pandemia, sia a rafforzare il senso di comunità in contrasto a quello di solitudine», così i membri dell'associazione FVG Pride ODV hanno annunciato oggi, in piazza Unità a Trieste, la terza edizione regionale della manifestazione

La parata a settembre

Dopo la prima edizione di Udine nel 2017, con una partecipazione di 7mila persone, e dopo aver portato 10mila persone in piazza Unità a Trieste nella seconda edizione del 2019, il FVG Pride torna ponendo al centro le città di Gorizia e Nova Gorica: l'appuntamento è per settembre 2021. «Sarà un Pride insieme vecchio e nuovo: nuovo per le inedite formule pensate per adattarci alle esigenze specifiche dell'attuale periodo, vecchio perché rimane invariato il suo nucleo storico di momento identitario e costitutivo della comunità LGBTQIA+, così come invariata resta la natura squisitamente politica della manifestazione, che ha come obiettivo il rivendicare il bisogno di tutela e la garanzia dei diritti, tutti aspetti che ancor oggi vengono ignorati e negati dalla politica, dalle istituzioni e dalla società», ha dichiarato il presidente dell'associazione FVG Pride Nacho Quintana Vergara.

pride 2017 udine-2

Come si svolgerà

La parata finale è ancora un grosso punto interrogativo: è prevista per sabato 4 settembre e coinvolgerà sia Gorizia che Nova Gorica. Per minimizzare il rischio di contagi, tuttavia, non è certo che il corteo si svolga nelle stesse modalità delle edizioni precedenti. «Nell'attesa di avere la situazione più chiara, e nella speranza di una più ampia copertura vaccinale, l'organizzazione tenterà il possibile per portare fisicamente i corpi nelle strade e nelle piazze». Il motto scelto per questa edizione è #sconfiniamoidiritti #odmejimopravice ed è «una vera e propria dichiarazione di intenti». 

Gli eventi

Gli eventi proposti sono stati pensati in una doppia ottica: da un lato per dare risalto e approfondire tematiche che di solito passano sotto silenzio, denunciare e sensibilizzare riguardo le discriminazioni che subiamo; dall’altro per proporre anche soluzioni concrete, come educare alle buone pratiche antidiscriminatorie in diversi ambiti. Il primo evento sarà l'11 maggio online, alle 18, sul canale YouTube del Fvg Pride: “Chi ha paura dello schwa?” Un confronto sul linguaggio ampio. Le relatrici, moderate da Alice Chiaruttini, saranno la sociolinguista Vera Gheno e l'avvocata Patrizia Fiore. "Che l’italiano sia una lingua sessista, non ci sono dubbi. Basta pensare, ad esempio, a quando ci si riferisce a un gruppo di persone al maschile, anche se è presente un solo uomo. E per rendere l’italiano una lingua più inclusiva e per rendere il linguaggio sempre più ampio e meno legato al predominio del genere maschile, l? studios? della lingua hanno intavolato un importante dibattito sul tema. Una delle proposte più recenti e di successo è sicuramente l’utilizzo della schwa (?). Ma è davvero la soluzione che potrebbe concludere il dibattito o la discussione è ancora aperta?".
Come nelle scorse due edizioni, le attività non saranno limitate alle città sede della parata finale, ma sarà coinvolto l'intero territorio regionale con un fitto calendario di eventi e incontri che partirà da maggio e si concluderà a settembre con la parata finale

Perché Gorizia

Scegliendo come luogo della parata finale la città tagliata in due da un confine, «si vuole esprimere come anche i diritti delle persone LGBTQIA+ siano stati “confinati” da anni, relegati allo status di problemi a bassa priorità, resi ostaggio delle guerre politiche combattute a suon di emendamenti», hanno dichiarato gli organizzatori. La parola “confine”, nei suoi riverberi di confinamento e confino, insieme inevitabilmente alla parola “pandemia”, saranno il fil rouge che unirà concettualmente gli eventi di questa edizione. Gli eventi proposti sono stati pensati in una doppia ottica: da un lato per dare risalto e approfondire tematiche che di solito passano sotto silenzio, per denunciare e sensibilizzare riguardo le discriminazioni; dall'altro per proporre soluzioni concrete, come educare alle buone pratiche antidiscriminatorie in diversi ambiti. Questa terza edizione vuole essere un motore di cambiamento per una ripartenza che sia più inclusiva, equa e sicura per tutti.

Da tempo è ormai avviata la collaborazione con le associazioni LGBTQIA+ slovene (Legebitra, Transakcija, Kvatir, DIH, Koroska Pride, Medoti, Out in Slovenia e SKU?) per offrire il primo Pride transnazionale italiano. «Fondamentale è la dimensione internazionale di questo FVG Pride 2021: in un periodo di isolamento come quello che stiamo vivendo e dopo le politiche di chiusura dei confini cui abbiamo assistito negli anni scorsi, il desiderio è riaffermare la rete di amicizie e di cooperazione che trascende ogni tipo di frontiera».
Diversi sono stati i motivi che hanno spinto a eleggere Gorizia e Nova Gorica a capitali del FVG Pride 2021. «Innanzitutto le due città stanno godendo di un rigoglioso fermento culturale per essere state elette come capitali europee della cultura per il 2025 e sono state teatro dello storico incontro fra i Presidenti della Repubblica italiano e sloveno. Scegliendo queste due città come luogo di commistione della comunità LGBTQIA+ slovena con quella italiana si vuole ricreare quello spirito di unione. Diversi aspetti legano il lavoro delle associazioni LGBTQIA+ al territorio di Gorizia: dall’iniziale gestione delle richieste di protezione internazionale avanzate dai migranti LGBTQIA+ alla sperimentazione della “sezione gay” nel carcere goriziano, o ancora per la clinica di prevenzione delle IST (infezioni sessualmente trasmesse) che da decenni funge da riferimento per la comunità grazie alla sua eccellente accoglienza». 

Il dialogo

Nelle prossime ore partirà la richiesta di una riunione congiunta con le amministrazioni comunali sia di Gorizia che di Nova Gorica per cominciare a imbastire un discorso sulle modalità di coinvolgimento delle città e «siamo aperti a dialogare con tutte le altre istituzioni che vorranno confrontarsi con noi», hanno dichiarato gli organizzatori. Da oggi partiranno anche le richieste di patrocinio «che sicuramente chiederemo alla Regione, ai Comuni, alle Università degli Studi di Udine e Trieste e alle Repubbliche Italiana e Slovena. Riteniamo che tutte le istituzioni abbiano l’obbligo morale di supportare la nostra manifestazione, data la loro funzione di garanzia e tutela delle pari opportunità e del benessere di tutt* l* cittadin*». Il Pride è una mobilitazione che coinvolge tutte le componenti della società civile, individuali e collettive, nella rivendicazione e celebrazione pacifica di valori universali, «che sono alla base dell’Articolo 3 della nostra Costituzione e sono ribaditi nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani».

L'associazione di volontariato e il crowdfunding

Da quest’anno l’ente organizzatrice del FVG Pride è la neonata Associazione FVG Pride ODV, mentre nelle edizioni passate le organizzatrici sono state le associazioni LGBTQIA+ regionali ora come singole, ora riunite in comitato. Si tratta, tuttavia, di una differenza formale più che sostanziale: le persone che stanno dietro l’organizzazione sono sempre le stesse. «Questa scelta è stata dettata principalmente dall’esperienza maturata nelle edizioni precedenti che ci ha portato a ritenere questa nuova forma associativa come più pertinente rispetto agli scopi che perseguiamo», dichiarano. Resta invece invariata la modalità di finanziamento del FVG Pride: come nelle edizioni precedenti la manifestazione sarà finanziata mediante donazioni di privati, esercizi commerciali, associazioni, enti privati, ecc. Si potrà anche donare attraverso la campagna di crowdfunding sul sito produzionidalbasso.com.

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