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Parte della refurtiva e degli strumenti da scasso

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Due arresti per furti alle macchine cambiamonete e ai videopoker

Una coppia di complici è stata fermata e arrestata dal personale della squadra mobile e del commisariato di Cividale del Friuli. Si sono impossessati di macchinette cambiamonete e videopoker a Torviscosa e Tavagnacco

Arrestati per furto in flagranza di reato due cittadini albanesi, D.P., di 32 anni, residente a Tavagnacco ed E.Z., di 26 anni, clandestino sul territorio nazionale. L'operazione è stata condotta dai poliziotti del commissariato di Cividale e dalla squadra mobile di Udine.
 

I FATTI: Nei giorni scorsi la squadra mobile ha ricevuto una segnalazione legata alla presenza sospetta di un furgone Fiat Doblò, parcheggiato da diversi giorni a Lauzacco. Gli accertamenti hanno permnesso di verificare che fosse stato rubato nel marzo scorso a Gonars. Da lì i sospetti che potesse essere usato per attività criminose. I poliziotti hanno così avviato  una sorveglianaza che ha permesso di individuare le persone che se ne servivano.

Sono stati così notati due soggetti, che nella notte fra il 22 e il 23 aprile, dopo aver prelevato il furgone, si dirigevano a Torviscosa dove rubavano una macchina videopoker e un cambiamonete presso un pubblico esercizio.

I due malviventi si sono poi allontanati per verso un posto più tranquillo, in zona Bagnaria Arsa, per forzare gli apparecchi e impossessari del contenuto.

Dopo l'operazione nella Bassa si sono spostati a Tavagnacco, per buona parte del tragitto attraverso i campi. Lì, in un distributore di carburante, hanno forzato la serratura del posto di ristoroimpossessandosi di altri apparecchi da gioco, svuotati successivamente del denaro e abbandonati vicino al torrente Cormor.

I poliziotti li hanno seguiti fino a Lauzacco e bloccati mentre stavano per lasciare il furgone e salire su un'auto, risultata rubata nel gennaio scorso a Tricesimo.

Sono stati trovati in possesso di due borselli a tracolla ed uno zaino contenenti monete da 2€, 1€ e 50 cent per un ammontare superiore a 3.000 €, di cacciaviti e di un piccone da muratore, evidentemente necessari per le effrazioni.

Nel corso dell'attività investigativa è inoltre emerso che E.Z. era stato espulso dal territorio nazionale con ordine del Questore di Udine del dicembre dello scorso anno e pertanto, poiché rientrato in Italia senza la prevista autorizzazione del Ministero dell'Interno, è stato indagato in stato di arresto per violazione inerente la normativa sugli stranieri.

 

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