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Il personale della Questura, con il capo della Squadra Mobile Massimiliano Ortolan sulla destra

Il personale della Questura, con il capo della Squadra Mobile Massimiliano Ortolan sulla destra

Oltre 20mila euro in contanti e 2 chili di oro in casa: sarebbero "l'eredità della nonna"

Finice in carcere un 24enne udinese di origine ungherese. Nell'abitazione dove è domiciliato assieme alla compagna 42enne trovata una cassaforte nascosta, assieme anche a diversi arnesi da scasso

Un totale di 21.050 euro in contanti, 9 orologi di pregio - di cui 4 Rolex -, 300 tra collanine, anelli e altri preziosi (in totale 2 chili di oro), più dei coltelli, un passamontagna Mephisto, una pistola scacciacani e un arnese per forzare le serrature. Tutto questo, secondo M.S. - 24enne udinese di origini ungheresi, di professione ambulante, pregiudicato per reati contro il patrimonio - sarebbe l’eredità che gli ha lasciato in dote una sua nonna. Il materiale è stato trovato a casa della compagna di lui - la 42enne D. M. - nella zona di San’Osvaldo. Il materiale era custodito in una cassaforte nascosta in cucina, dietro un doppio fondo. 

Le indagini sul giovane sono partite in maniera accidentale lo scorso 30 settembre, dopo che una pattuglia della stradale lo aveva fermato senza patente (non l’ha mai conseguita) - in zona Questura - alla guida di un ciclomotore 150 rubato. In quell’occasione la giustificazione è stata «l’ho trovato con le chiavi inserite, abbandonato vicino a un cassonetto delle immondizie». Gli agenti, il pubblico ministero Gondolo e il Gip Alessio Vernì non hanno dato molto credito a questa storia, ed è così partita la prima ordinanza di custodia cautelare in carcere per ricettazione. A quel punto ieri mattina è scattata anche la perquisizione - su mandato della Procura - nel luogo dove è domiciliato, assieme alla compagna, ed è lì che il tesoretto che M. S. considera “un’eredità” è stata individuato. 

Il personale della Questura è all’opera per attribuire la refurtiva ai legittimi proprietari. Fino alla fine di questa settimana si cercherà di dare un’origine a tutti i reperti e dalla prossima, per il materiale non riconducibile a una specifica denuncia di furto, ci sarà la pubblicazione dei reperti sul sito della Polizia di Stato, sezione di Udine, in modo da permettere ai legittimi proprietari di rintracciare quanto gli spetta

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