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Furto da 10 mila euro in canonica, a 10 metri dalla stazione dei carabinieri

Il colpo è stato compiuto giovedì pomeriggio presso la dimora del parroco di Palmanova, don Angelo Del Zotto. Rubate anche le offerte. Individuati i probabili responsabili

Ladrocinio nella dimora di don Angelo Del Zotto, sacerdote della Parrocchia SS. Redentore della città fortezza. Il colpo è avvenuto nel pomeriggio di giovedì 23 marzo quando alcuni ignoti si sono introdotti nella canonica presente in Piazza Grande, distante appena una decina di metri dalla stazione della Compagnia dei Carabinieri di Palmanova.

Aproffittando dell'assenza del parroco, impegnato in un colloquio, e di una porta, lasciata inavvertitamente aperta, i ladri si sono introdotti nello stabile recandosi al primo piano. Hanno quindi messo a soqquadro le stanze al piano di sopra, aprendo armadi, cassetti, una cassaforte e arraffando qualsiasi cosa gli capitasse a tiro, dai soldi in contanti (le offerte raccolte che dovevano essere ancora depositate), ai gioielli ad un libretto degli assegni. Il loro bottino che si aggira attorno ai 10-11 mila euro. Poi, lontani da occhi indiscreti, si sono rapidamente dileguati. 

Le indagini in corso hanno già individuato quelli che potrebbero essere i responsabili della vile ruberia. I sospetti sono infatti subito ricaduti su due-tre persone. Si tratta di un nord africano, che era solito presentarsi davanti al parroco per chiedere l'elemosina, e di un suo amico, visto per la prima volta solo qualche minuto prima che il colpo venisse compiuto, precedentemente che al parroco venisse chiesta udienza da una persona.

La ricostruzione: poco prima del furto, i due erano entrati con una scusa in canonica per chiedere qualcosa al prete. Don Angelo era però indaffarato in un altro colloquio e quindi aveva chiesto la cortesia di aspettare. Terminato il colloquio, dei due non c'era più traccia. E' molto probabile, quindi, che sia stato proprio in quel frangente che la coppia si sia introdotta nell'appartamento. Saranno ora le indagini dei carabinieri a stabilire se i sospetti sono corretti e se anche la terza persona che aveva chiesto udienza al prete fosse coinvolta nel piano architettato e messo in atto. 

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