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Furti in villa a caccia di Rolex e contanti a bordo di auto con targhe posticce

Sgominata una banda che operava tra le province di Udine e Gorizia. Accertati più di una decina di colpi

Quattro ordinanze di custodia cautelare in carcere per furto a carico di G.H., A.L., A.B. e M.B  – tutti maschi di etnia nomade conosciuti dalle forze dell'ordine per i loro precedenti –, una misura di arresti domiciliari per F.B., moglie di uno di loro, e una denuncia per ricettazione per S.B., legata da vincoli di parentela a un componente del gruppo. I provvedimenti sono stati emessi dal gip del tribuinale di Udine, Matteo Carlisi, lo scorso 10 gennaio, in relazione a una serie di furti in abitazione messi a segno nelle province di Udine e Gorizia lo scorso anno, tutti con lo stesso modus operandi. 

L'origine

L’indagine, condotta dal Norm – Aliquota operativa della Compagnia carabinieri di Palmanova sotto la direzione del pm della procura udinese Elisa Calligaris, ha avuto origine in seguito a un episodio verificatosi in una villa di Manzano lo scorso 25 luglio. Nell’occasione i ladri, dopo aver forzato una finestra, erano entrati in casa e avevano messo fuori uso la centralina del sistema d’allarme, essendo così liberi di agire.

Il bottino

Nel bottino racimolato orologi di marca Rolex, monili d’oro, pietre preziose, argenteria, cornici, quadri e capi d’abbigliamento griffato per un valore di alcune decine di migliaia di euro. 

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Il metodo

L'attività investigativa, condotta attraverso dei pedinamenti e il ricorso a una serie di attività tecniche più incisive, ha permesso di individuare tutti i componenti della banda. Nel periodo compreso tra la fine del settembre e il mese di ottobre 2019 i soggetti si sono resi responsabili di almeno 12 furti tra le province di Udine e Gorizia. Dopo aver individuato l’obiettivo effettuando una ricognizione o suonando il campanello per assicurarsi che in casa non ci fosse nessuno, entravano in azione indirizzando le proprie attenzioni al denaro contante, ai monili e alle eventuali casseforti presenti. Si servivano poi anche di un’auto intestata a un prestanome (residente a Trento), che tenevano opportunamente custodita nel domicilio di alcuni di loro e sulla quale, al fine di renderla irrintracciabile, avevano applicato targhe adesive posticce, riferibili ad un veicolo analogo e regolarmente circolante a Udine.

Il materiale recuperato

Le perquisizioni nelle abitazioni degli indagati hanno permesso di rinvenire una parte della refurtiva, un’ingente somma di denaro contante, alcune radio ricetrasmittenti di cui i soggetti si servivano per comunicare tra loro nel corso delle azioni criminose, Sequestrata anche l'auto utilizzata per la commissione dei furti.

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