Martedì, 18 Maggio 2021
Cronaca

Da Pordenone a Udine per razziare ville e automobili: sgominata banda

Da di là da l'aghe per razziare le case del Medio Friuli e del Collinare. Denunciati sei nomadi: 2 di Polcenigo, 2 di Fanna e 2 di Majano. Utilizzavano un rudere presente nella campagna udinese per nascondere parte dei vari bottini

Lo scorso ottobre ha preso il via un'operazione dei carabinieri denominata "In trasfera". E' partita dopo una serie di furti in abitazione verificatisi fra Udine, Majano e Codroipo. L'indagine, seguita dal Nucleo Operativo e Radiomobile di Udine, con il supporto dei colleghi delle stazioni di San Daniele, Majano, Fagagna e Campoformido, hanno permesso di individuare il sodalizio criminale che si celava dietro alle numerose razzie in villa eseguite negli ultimi 4 mesi del 2017.

L'organizzazione criminale

La banda era composta da sei nomadi, alcuni domiciliati a Polcenigo, altri nel comune di Majano. Ognuno di questi aveva un ruolo ben preciso nell'esecuzione delle operazioni da perpetrare in gruppo. I servizi di indagine, osservazione e pedinamento hanno permesso di attribuire e accertare a H. E., classe 1972, e a H. S., classe 1992, ben 13 furti in villa.

Le modalità

I componenti della banda erano soliti partire dal paese del Pordenonese con direzione Medio Friuli e Friuli Collinare. Strada facendo, studiavano le eventuali abitazioni da colpire, scegliendo in genere obiettivi isolati e con la presenza di campi retrostanti (utili per occultare i mezzi e per agevolare l'eventuale successiva fuga). I raid avvenivano per lo più in immobili privi di allarme attraverso delle irruzioni particolarmente violente, a danno - ovviamente - delle proprietà patrimoniali private. Erano infatti soliti lanciare oggetti pesanti (fra questi mattoni e, in un'occasione, addirittura una bombola di gas) per guadagnarsi un'accesso veloce negli edifici. Una volta caricato il bottino nel mezzo, facevano poi visita da alcuni nomadi residenti a Majano. Solo dopo facevano rientro alla base. 

Le denunce

Per i reati accertati sono state richieste ed ottenute dal pm Claudia Finocchiaro, titolare dell'indagine, due misure cautelari a carico di H.E e H. S., i nomadi residenti a Polcenigo. Gli stessi soggetti sono stati inoltre deferiti a piede libero per altri due furti in villa avvenuti successivamente alla richiesta della misura cautelare. Sempre nel corso delle indagini, sono stati individuati e denunciati a piede libero altri due componenti del sodalizio: H. S., classe 1992, e H. D., classe 1996, coppia dimorante a Fanna, legata alla famiglia di Polcenigo, ritenuta responsabile di un fruttuoso furto di soldi e preziosi perpetrato ai danni di una vettura parcheggiata davanti ad un cimitero della loro zona di provenienza. Ma non è finita. Sono infatti stati deferiti, sempre in stato di libertà, altre due persone per l'ipotesi di reato di ricettazione: H. P., classe 1968, e H. R., classe 1970, coppia dimorante a Majano.

Il nascondiglio 

Venerdì 5 gennaio si è data esecuzione a due misure cautelari in carcere e a 3 perquisizioni domiciliari che hanno permesso di rinvenire diverso materiale ritenuto parte del provento dei vari furti eseguiti dai componenti della banda. Inoltre, già con le indagini in corso, diverso materiale - per un valore di circa 5mila euro - è stato rinvenuto e restituito ai legittimi proprietari. Macchine fotografiche, e diverse apparecchiature elettroniche e informatiche sono state infatti trovate in un rudere immerso nella campagna ad ovest di Udine, dove i malfattori erano soliti depositare parte del frutto delle loro ruberie.
 

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