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Accompagna la figlia a ballare e ora rischia il posto di lavoro

Un artigiano di Fiumicello, mentre portava col furgone della sua ditta la figlia a scuola di danza, è stato fermato e multato dalla municipale, con relativa sospensione della carta di circolazione. «Per un mese - dice - non potrò guadagnarmi da vivere. Potrei dover chiudere la mia attività»

«Avrei voluto solamente che si manifestasse un po’ di buonsenso, non discuto la multa, ci mancherebbe. Solo che così, per una mancata elasticità che ogni tanto ci vorrebbe, per un mese non potrò guadagnarmi da vivere, richiando il lavoro». È amareggiato Renzo Spedicato, artigiano di Fiumicello, che lo scorso 22 aprile si è imbattuto in un’avventura spiacevole.

I FATTI. Nel tardo pomeriggio doveva accompagnare la figlia dodicenne a scuola di danza, e non avendo in quel momento altri mezzi a disposizione l’ha fatta salire sul suo furgone cabinato, quello che usa per lavoro. Il mezzo, come da norma, non è dedicato al trasporto promiscuo di persone estranee all’attività lavorativa in oggetto, e a questo la Polizia municipale di Cervignano - secondo quanto previsto dalla legge - si è appellata per sanzionare Spedicato, dopo averlo fermato, con la sospensione della carta di circolazione per un mese (oltre che con la multa da 59 euro e 50 centesimi).

Il vebale della municipale

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LA REAZIONE. Spedicato sa che in base al disposto legislativo la Polizia municipale ha pienamente ragione, ma si sarebbe aspettato un po’ più di umanità: «Non è un periodo facile per nessuno, e tanto meno per me. Si corre, si briga, si lavora in maniera incessante per garantire una vita dignitosa alla propria famiglia. Si può sbagliare certo, ma in questo caso è stato per eccesso di affetto e di cautela nei confronti di mia figlia. Non  voglio assolutamente andare contro la legge, ma se mi fosse stato fatto intendere che quella sarebbe stata l’ultima volta che mi avrebbero permesso una cosa del genere avrei fatto ammenda, pagato la multa e non avrei commesso di nuovo l'errore. Così invece non c’è stata nessuna pietà, e per questo spirito inflessibile non potrò lavorare per un intero mese». La capacità di ascoltare mancata in questo caso alla municipale c’è invece stata da parte del sindaco di Cervignano - Gianluigi Savino - e da parte di Confartigianato Cervignano, che garantisce a Spedicato l’assistenza in questa vicenda. «Li ringrazio davvero, perché sono stati disponibili e mi hanno fatto sentire meno solo in questa brutta avventura».  

LE CONSEGUENZE. Il futuro lavorativo di Spedicato è nebuloso. Un mese di stop può compromettere in maniera letale la sua attività: «Lavoro da solo e senza essere operativo per 30 giorni tutto quello che ho costruito in questi anni è seriamente a rischio». Come si è soliti dire "prima il danno e poi la beffa", proverbio raramente efficace come in questo caso. 

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