Il caso: prete vieta cappelli con la penna nera e saluti al funerale di un alpino

L'episodio si è verificato in un quartiere di Vicenza, ma è destinato a far discutere anche dalle nostre parti, dove il corpo è particolarmente amato. Pascolo (Gruppo Ana Udine Sud): «Non so come reagirei, na non gradirei affatto una presa di posizione simile»

Ha sorpreso tutti la decisione di don Guerrino Benin, parroco del quartiere vicentino di Laghetto, che mercoledì ha proibito agli alpini di entrare in chiesa con il cappello. Le penne nere venete volevano commemorare Antonio Conca, storico volontario dell'Ana della città palladiana. 

Il parroco - come racconta VicenzaToday - si è anche spinto oltre: niente cappello sul feretro e proibito anche il saluto del presidente dell'Admo. Le diverse associazioni in cui il defunto aveva prestato servizio hanno dovuto così lasciare tutto appoggiato al muro esterno della chiesa, dove si attesa la fine della liturgia. Per il saluto ufficiale delle associazioni, la preghiera dell'alpino e il saluto all'amico scomparso da parte del presidente dell'Admo, si è quindi dovuto attendere che si completasse la funzione. Il parroco non ha dato spiegazioni. Il presidente della sezione Ana di Vicenza, Luciano Cherobin, pur senza creare polemiche, ha intanto mandato una mail a don Guerrino, per comprendere le ragione delle sue scelte e spiegare il valore che certi simili hanno per le penne nere.  

Il caso è destinato a far discutere, non solo a Vicenza, ma in tutti i luoghi cari agli Alpini, Friuli doverosamente compreso. Sulla vicenda abbiamo interpellato Antonino Pascolo, presidente della sezione Ana di Udine Sud - uno tra i gruppi più attivi e vivaci del nostro territorio -: «Non ho notizia che sia mai successa una cosa del genere dalle nostre parti. In una occasione è accaduto che non fosse concesso di intonare “Signore delle cime” all’interno della chiesa, ma si è aspettato che il feretro uscisse per poter salutare con il canto e non ci sono stati problemi. Dovesse verificarsi una cosa del genere non so come reagirei, bisognerebbe provare. Certo è che non gradirei affatto una presa di posizione simile da parte del celebrante, visto che la chiesa è di tutta la comunità, non solo del prete».

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