Coronavirus

Anche in Friuli sta per arrivare il vaccino per gli scettici

Le consegne di Novavax dovrebbero avvenire entro il mese di febbraio, non si conosce ancora l'esatta quantità disponibile per la nostra regione

Nuvaxovid è il quinto vaccino anti-Covid autorizzato nei Paesi dell’Unione Europea. Prodotto dall’americana Novavax, sarà utilizzato in una prima fase solo per le prime e seconde dosi nelle persone dai 18 anni in su, e non per i richiami. Questo vaccino è stato creato con una tecnologia più tradizionale, la stessa usata da decenni per immunizzare contro Epatite B e Meningococco B. Questo è il motivo per cui gli esperti credono che questo vaccino potrebbe convincere coloro che finora si sono rifiutatati di farlo temendo conseguenze dai vaccini a mRNA come quelli di Pfizer e Moderna.

Le consegne

In Italia le dosi di vaccino dovrebbero arrivare il 24 febbraio. In Friuli Venezia Giulia dovrebbero essere consegnate circa un cinquantesimo del totale di quelle in arrivo nel nostro Paese entro la fine del mese. Le stime parlano di circa 40 mila dosi che verranno portate nelle quattro farmacie ospedaliere regionali.

Che cos’è Nuvaxovid

Si tratta di un vaccino composto da frammenti proteici del virus, “cioè – spiega a Today il professor Claudio Mastroianni, presidente della Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali -, per indurre la risposta del sistema immunitario dell’organismo, usa una versione prodotta in laboratorio (ingegneria genetica) della proteina Spike di Sars-Cov-2 combinata con nanoparticelle che assomigliano alla struttura del coronavirus ma che non possono replicarsi una volta introdotte nell’organismo. Si basa, quindi, su una tecnologia completamente diversa sia da quella dei vaccini a mRna (Pfizer e Moderna) sia da quella dei vaccini a vettore virale (Astrazeneca e Johnson&Johnson). Da questi, però, si differenzia per il meccanismo d’azione, ma non per l’efficacia che, come hanno dimostrato gli studi, raggiunge il 90 per cento dopo due somministrazioni”.

Come funziona Novavax

Il vaccino del colosso americano utilizza le proteine e quindi una tecnologia più tradizionale: per questo motivo si ritiene che possa convincere molti esitanti a vaccinarsi contro il covid. Il sistema immunitario identifica la proteina Spike del vaccino come estranea e produce difese naturali - anticorpi e cellule T - contro di essa. Se in seguito la persona vaccinata entra in contatto con il coronavirus, il sistema immunitario riconoscerà la proteina Spike sul virus e sarà pronto ad attaccarla. Gli anticorpi e le cellule immunitarie possono proteggere da Covid lavorando insieme per uccidere il virus, impedire il suo ingresso nelle cellule e distruggere le cellule infette.

Vaccino obbligatorio over 50

Questo vaccino viene somministrato con 2 dosi a 3 settimane l'una dall'altra. "L'obbligo di vaccinazione per gli over 50 avrà senso fin quando circolerà il virus, e ho l'impressione che durerà anni. La vaccinazione è uno strumento fondamentale". Lo dice in un'intervista alla Stampa Sergio Abrignani, membro del Cts, professore ordinario di Immunologia all'Università Statale di Milano e direttore dell'Istituto nazionale di genetica molecolare Invernizzi.

Dal 15 febbraio scatta l’obbligo vaccinale di chi ha più di 50 anni

"Per Omicron forse ci sarà un richiamo aggiornato, non la quarta dose", prosegue Abrignani, spiegando che "in base al passato la protezione data dalla terza dose dovrebbe durare anni". Infine, l'esperto su Novavax: "L'efficacia è la stessa, ma forse potrà convincere gli immotivatamente dubbiosi come alcuni genitori che temono per i figli. Scientificamente sarà utile per confrontare la durata della sua protezione con quella dei vaccini a mRna, anche se non penso ci sarà differenza”.

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