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Venerdì, 3 Febbraio 2023
Forestale

Maxi traffico di rifiuti ferrosi con 120 indagati, coinvolti anche friulani

Al centro dell'inchiesta cinque aziende specializzate nella lavorazione dei metalli nelle province di Treviso e Vicenza: avrebbero smaltito illecitamente 3.800 tonnellate di ferro da decine di altre ditte in tutta Italia, risparmiando decine di migliaia di euro

Associazione finalizzata al traffico illecito di rifiuti. Sono ben 120 le persone finite iscritte nel registro degli indagati nell'ambito di un'inchiesta condotta dai carabinieri forestali di Treviso, su coordinamento della Direzione distrettuale antimafia di Venezia. Al centro dell'indagine ci sono cinque aziende impegnate nel settore della lavorazione dei metalli, con sede nelle province di Treviso e Vicenza, che avrebbero accolto e smaltito illecitamente un quantitativo di 3800 tonnellate di materiale ferroso.

Indagati

A cedere i rifiuti, senza registrarli, per risparmiare sui costi di smaltimento (si parla di diverse decine di migliaia di euro), sarebbero state decine di ditte di Veneto, Lombardia, Piemonte, Trentino, Friuli Venezia Giulia e Umbria. Dopo oltre due anni di indagini è scattato il blitz degli uomini dell'Arma, con una raffica di perquisizioni e sequestri, risalente al 14 e 15 marzo.

Sequestri

Sono 14 le ditte a aziende perquisite. Posti sotto sequestro 62 veicoli e un capannone. Tra i 120 indagati nel complesso sono già 45 quelli a cui è stata notificata l'informazione di garanzia. Sequestrate inoltre agende, documenti, rifiuti, fatture, fogli manoscritti, dispositivi e supporti digitali, pc e smartphone.

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