Cronaca Centro / Piazza I Maggio

«Atteggiamento incoerente di certa politica: la fiera di Santa Caterina è a rischio focolaio»

Pietro Fontanini risponde alle critiche dell'opposizione che lo ha accusato di usare due pesi e due misure per le manifestazioni udinesi, commentando che la fiera ha una modalità di svolgimento pericolosa per possibili assembramenti a differenza di Friuli Doc

Immagine d'archivio

A seguito dell'ordinanza del primo cittadino di Udine Pietro Fontanini che ha annullato, per la prima volta nella sua centenaria storia, la fiera di Santa Caterina a Udine, le polemiche non sono mancate.

Annullata la Fiera di Santa Caterina

La posizione del sindaco, però, è irremovibile e secondo lui non c'è paragone tra le manifestazioni che si accostano (l'opposizione in consiglio comunale si è chiesta perché Friuli Doc sì e la fiera no, ad esempio), chiosando che c'è un «atteggiamento preconcetto e aprioristico di una certa parte politica: io attendo domani il nuovo Dpcr di Conte, ma sono convinto che stiamo solo anticipando qualcosa». Un "qualcosa" che però, evidentemente, non intaccherà le altre manifestazioni in programma come quelle previste per il passaggio del Giro d'Italia.
«La Fiera di Santa Caterina ospita 270 bancarelle che arrivano da tutta Italia, con tantissime persone che si muovono per comprare toccando tutti gli oggetti: la concentrazione di un numero così alto di persone mi ha portato a prendere questa decisione. Mi è dispiaciuto ma il rischio del contagio è molto alto, perché i casi di coronavirus stanno aumentando e non voglio mettere a rischio la cittadinanza. Anche altri comuni hanno annullato alcune loro manifestazioni, come ha fatto Tolmezzo con la Festa della Mela», ha dichiarato Fontanini, benché proprio l'evento da lui citato sia stato annullato a causa del maltempo e non per il rischio assembramento. 

«Qualcuno - continua il primo cittadino - fa l'esempio di Friuli Doc, ma in quella circostanza si entrava dopo aver misurato la temperatura, lasciato il nome, il cognome e l'indirizzo e si veniva serviti al tavolo: era una situazione molto più controllata. In una fiera la gente si muove in maniera molto libera e la facilità del contagio è più alta per la promiscuità e il rischio assembramenti».

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