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"Aiutateci ad ospitare in Friuli il coro giapponese che canta in marilenghe"

Intervista al presidente del Fogolâr Furlan di Tokyo, Flavio Parisi, che ci racconta come è nata e si è sviluppata l'idea del coro giapponese che canta in friulano e il suo appello per sostenere economicamente il loro prossimo approdo in Friuli, previsto a marzo 2015. Servono dagli 8 ai 9 mila euro

Complimenti presidente Parisi, abbiamo ascoltato la registrazione della vostra performance a Tokio. Una cosa davvero meravigliosa, straniante anche se in qualche modo vicina a noi. Ci parla un po' di come è nato questo progetto?

Flavio Parisi: Grazie, sono contento della risposta fortemente emotiva che il coro sta raccogliendo in Friuli. L’idea è nata da uno dei miei lavori: insegnare lingua e pronuncia italiana ai cantanti lirici giapponesi. Allora ho pensato che il friulano può essere parlato e cantato anche da “stranieri”, come lingua straniera. Conosco questo coro da quando si è formato 2 anni fa, e una volta ho proposto l’idea di cantare in friulano alla responsabile. Ha accettato subito, incuriosita dalla cosa. Ho messo in movimento un grande musicista e compositore esperto di musica corale, il maestro Maiero, e lui ha subito arrangiato le villotte in un medley per coro femminile accompagnato dal pianoforte.

- Il vostro è un Fogolâr giovane, eppure avete fatto una cosa che forse nessun altro aveva tentato in giro per il mondo.

Abbiamo fondato il Fogolâr solo l’anno scorso, ma abbiamo già realizzato diversi progetti, soprattutto musicali. Oltre al sostegno dell’Ente Friuli nel Mondo, penso che la nostra forza sia nella natura fortemente reattiva e curiosa dei giapponesi. L’Università Senzoku ha accolto l’iniziativa sostenendola con forza e curiosità, vedendo in questo un’occasione di prezioso scambio culturale.

- Qual è l'approccio dei giapponesi, in particolar modo delle giapponesi, alla lingua e alla musica friulana? La pronuncia sembra perfetta!

Il coro è composto principalmente da studentesse dell’Università musicale, neolaureate e dottorande in canto. Sono 22 ragazze. In Giappone lo studio del canto lirico è particolarmente diffuso tra le donne. Il lavoro di preparazione è consistito in una traslitterazione in caratteri giapponesi dei testi e la loro traduzione in modo che le cantanti capissero bene l’atmosfera dei brani. Il coro ha un alto grado di professionalità, allestisce il repertorio in pochissimo tempo e con gran precisione, è per questo che viene spesso invitato ad esibirsi alla televisione giapponese. Recentemente ha fatto un tour nelle zone squassate dal maremoto del 2011, nel Tohoku.

- Qual è la reazione del pubblico giapponese e delle stesse coriste a un canto così lontano da loro? Non si sentono mai "Lost in translation"?

Per i musicisti non esistono posti troppo lontani, e con la musica si può penetrare nello spirito del luogo. Molte di loro mi hanno confidato di percepire una certa dolcezza nelle melodie friulane, un’atmosfera familiare, casalinga, la stessa che vorrei che trovassero nella trasferta friulana.

- Per caso studiano tutte italiano? Anche friulano?

Tutte hanno la padronanza della pronuncia italiana, anche se non hanno molta occasione di parlarlo. Per il friulano aspettiamo l’apertura di un corso di lingua vero e proprio qui a Tokyo. Comunque il repertorio del coro si sta già ampliando con altri brani in marilenghe.

- Che idea hanno dell'Italia e del Friuli in particolar modo? Sanno che cos'è, oppure Udine e il Friuli sono e saranno sempre "vicine a Venezia"?

L’idea è proprio quella di creare dei fan del Friuli qui in Giappone. La nostra regione è completamente sconosciuta, soprattutto ai ragazzi di questa età. Noi vogliamo lavorare affinché si possa parlare del Friuli dando per scontata la posizione, la qualità di vino e cibi, la tradizione e la lingua.

- Veniamo al punto. Voi a marzo volete venire in tour in Friuli. E' un appuntamento certo? Ieri ci avete detto che in realtà manca ancora la copertura finanziaria al progetto.

Abbiamo un calendario e due date certe: un concerto al Castello di Udine e un incontro musicale al Conservatorio J. Tomadini. Adesso bisognerà provvedere a vitto, alloggio e spostamenti in regione. Si tratta di una cifra ridotta, attorno agli 8-9000 euro, che ci permetterebbe di presentare la qualità della nostra ospitalità a un coro che sa già cantare nella nostra lingua e che è interessato, come tantissimi altri potenziali visitatori, a conoscere questo angolo di Italia ancora segreto. Chi si occupa di ospitalità (alberghi, strutture ricettive, ristoranti, agriturismi) e di promozione del territorio (Regione FVG, Ente Turismo FVG, Camera di Commercio) si trova di fronte una bella occasione per partecipare a una iniziativa di grande valore aggiunto. Il progetto è partito a tutta forza, ora sta ai friulani sostenerlo. Siamo infatti alla ricerca di collaborazioni e sostegno in regione. Chi volesse farlo può contattarci via mail all'indirizzo fogolar.tokyo@gmail.com.

- Quali altri progetti ha attivato o ha in mente il vostro Fogolâr?

Questo mese stabiliremo il calendario per il 2015. Abbiamo in programma di offrire degli incontri per far conoscere la cultura friulana qui a Tokyo, sia a giapponesi che a italiani. Il professor Yamamoto, grande ispirazione del nostro Fogolâr, ci aiuterà ad esplorare i lati linguistici del friulano, poi ci saranno proiezioni di film, documentari, esperienze gastronomiche, e tanta musica friulana o suonata da friulani.

  Flavio Parisi con la moglie-2 - Lei ha spostato recentemente, proprio a Udine, una ragazza giapponese. Che cosa le ha detto di ritorno dall'Italia e dalla sua terra?

Mia moglie è innamorata del Friuli, ci si trova benissimo anche perché è stata accolta come una figlia. Nei giorni di festa qui a Tokyo mi chiede di fare la polenta e io mi sento felice. Inoltre segue le attività del Fogolâr qui a Tokyo e alla lunga comincerà anche a capire il friulano, ne sono convinto.

- Le manca il Friuli, oppure "lontano dal cuore, lontano dal dolore"?

Mi manca tantissimo, a volte vorrei tornarci, anche solo per passarci una serata in osteria con gli amici, andare in montagna o sentire parlare friulano per strada e nei campi.

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