San Giorgio di Brazzano: quando si affermò una friulanità europea al di sopra di ogni divisione

Da Udine il Fogolâr Civic richiama una preziosa memoria dimenticata del Goriziano e dell'intero Friuli Venezia Giulia. Travain: "Una lezione di coscienza storica e di coraggio civico da far conoscere e da tramandare"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di UdineToday

C'è chi dice fosse gialla e blu, i colori del Friuli, di Aquileia e del suo patriarcato internazionale. C'è chi dice, invece, fosse gialla e nera, i colori dell'impero asburgico che unì tanti popoli della Mitteleuropa: pochi sanno, in ogni caso, che, secondo una certa memoria popolare (si ricorda in particolare l'autorevole la testimonianza del brazzanese Sergio Macor), nel 1945 la commissione interalleata che doveva ridefinire i confini tra Italia e Jugoslavia rilevando anche il sentire popolare, eccezionalmente, a Brazzano di Cormons, frontiera italo-austriaca sino alla Grande Guerra, non trovò affatto, sulla torre di San Giorgio svettante sullo Judrio, bandiere italiane ovvero jugoslave, bensì un'altra insegna, affermazione orgogliosa dell'identità di una terra vero cuore dell'Europa ma divisa tragicamente da confini altrui… Per ricordare quella straordinaria affermazione d'identità da "terra di mezzo" e "crocevia di popoli", sabato 17 scorso, dopo aver preso parte ai tradizionali onori ai caduti delle guerre fratricide europee presso il locale cimitero militare organizzati dall'Associazione "Mitteleuropa", una delegazione del Movimento Civico Culturale Alpino-Adriatico "Fogolâr Civic" giunta da Udine e guidata dal prof. Alberto Travain, con rappresentanze anche del Club UNESCO cittadino e della Confraternita del Santissimo Crocifisso, ha voluto far visita al sito storico di San Giorgio dove ha spiegato simbolicamente, in segno di omaggio, il suo grande tricolore civico con i colori d'Aquileia e d'Europa.

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