Fogolâr Civic: l'omaggio all’aquila decapitata

Fiori alle inferriate delle prigioni del castello di Udine ricordando Marco di Moruzzo, ultimo alfiere dello Stato aquileiese L’apprezzamento del sindaco Honsell e del direttore Biscione

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di UdineToday

Per iniziativa del Movimento Civico Culturale Alpino-Adriatico "Fogolâr Civic" e del Circolo Universitario Friulano "Academie dal Friûl" presieduti dal prof. Alberto Travain, si è rinnovato presso le carceri del Castello di Udine l'annuale momento commemorativo, con deposizione floreale, avviato nel 1997 per ricordare quanti nei secoli, a cavaliere delle Alpi orientali, hanno testimoniato a costo della vita il loro attaccamento a una patria regionale che fu cuore storico della Mitteleuropa, nell'anniversario dell'esecuzione di Marco di Moruzzo, ultimo alfiere dello Stato aquileiese, portabandiera della celeberrima insegna con l'aquila, decapitato presso quelle prigioni il 19 marzo 1421 per non essersi sottomesso all'occupante Repubblica veneta.

"La Storia la scrivono i vincitori, che solitamente deformano o cancellano la memoria degli sconfitti: ricordando Marco di Moruzzo, metafora di un antico Friuli piegato ma mai spezzato, vogliamo rendere giustizia ai vinti, a tutti i vinti della nostra storia e di quella del mondo" ha rimarcato Travain durante la commemorazione. Il sindaco, prof. Furio Honsell, immancabilmente presente all'appuntamento, ha rinnovato "come rappresentante della comunità udinese, ma anche come accademico e uomo di cultura" il suo apprezzamento per l'appassionata attività volontaria di promozione sociale della memoria civica svolta dai due sodalizi "con un'attenzione sempre attualizzante", apprezzamento ribadito dal Direttore dei Civici Musei, dott. Marco Biscione, che ha accompagnato le delegazioni in visita alle carceri castellane: "Secondo Benedetto Croce 'la Storia è sempre Storia contemporanea'. Riceviamo quindi volentieri presso i nostri Musei chi ricorda il passato come identità viva di questa terra proiettata verso il presente e verso il futuro".

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