Il Fogolâr Civic invita i gradesi a difendere il loro giuspatronato civico

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di UdineToday

Con una lettera del 4 settembre 2016, indirizzata al Sindaco di Grado, il Movimento Civico Culturale Alpino-Adriatico "Fogolâr Civic" invita i "Graisani" e il loro Comune a difendere il giuspatronato civico sulla basilica di Sant'Eufemia ossia l'antico diritto ad eleggerne il parroco, retaggio dei tempi dello storico Patriarcato locale, erede di Aquileia. Eccone il testo, a firma del presidente del sodalizio euroregionalista, prof. Alberto Travain. "Egregio Signor Sindaco, è un fatto di principio: uno di quelli che fanno la differenza tra una qualsiasi bella regione d'Italia e un Friuli Venezia Giulia peculiarissimo cuore d'Europa. Nulla di personale contro l'annunciato nuovo parroco di Grado, ma nelle calli dell'Isola d'Oro e sulle pagine di certa stampa ancora legittimamente si ricorda il remoto diritto di giuspatronato civico, di elezione locale del parroco, privilegio connesso alla dignità della cittadella, un tempo sede patriarcale erede della grande Aquileia, prima metropoli altoadriatica, prima che Venezia la depredasse anche di quella gloria. L'annuncio da parte ora dell'Arcivescovo di Gorizia di un nuovo parroco per i Gradesi, fatto compiuto e semplicemente partecipato alla comunità, dovrebbe far indignare non solo i 'Graisani' orgogliosi della propria storia ma chiunque abbia a cuore le antiche glorie delle genti figlie della comune Madre Aquileia. A leggere la stampa di questi decenni, pare che la Curia goriziana - supportata anche da indirizzi e disposti di quella romana - non sia affatto nuova a certe dimenticanze nei riguardi degli antichi diritti gradesi. Al Comune di Grado, che ufficialmente mai ha rinunciato a far valere, almeno nella forma, quel prestigioso e significativo diritto della sua gente, il più caldo sollecito a non minimizzare e senz'altro a non cedere. Inutile dire che l'Amministrazione saprà indubbiamente inviare una lettera di fiera affermazione del costume del luogo, contenente magari anche la debita ed, entro certi termini, conciliante istanza di rinviare l'ingresso del 'nuovo' parroco sino ad avvenuto pronunciamento della comunità, pena, magari, il simbolico rifiuto di rappresentanza e gonfalone civici alle celebrazioni solenni in basilica. La reiterata violazione di un diritto finisce, Signor Sindaco, per costituire nel tempo una regola e ciò non è bene. Il Movimento Civico Culturale Alpino-Adriatico 'Fogolâr Civic', che da decenni popolarmente promuove in Friuli Venezia Giulia e nell'antica Mitteleuropa aquileiese il recupero delle migliori tradizioni civiche e sociali , invita, quindi, cordialmente i Gradesi a resistere anche in modo eclatante, affinché in futuro non si giudichi facile calpestarne i diritti e la storia. Si abbia quanto meno 'rispeto pei veci'! Con vivo affetto nei confronti della bella Grado".

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