Martedì, 18 Maggio 2021
Cronaca

Fogolâr Civic e caso Regeni: “Come si fa a credere ad una collaborazione egiziana?”

Travain: “Risibile ingenuità delle Autorità politiche italiane!”

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di UdineToday

Mercoledì 20 dicembre 2017, a margine degli ultimi sviluppi della vicenda Regeni, da Udine, il Movimento Civico Culturale Alpino-Adriatico “Fogolâr Civic” e il Circolo Universitario Friulano “Academie dal Friûl” diffondono una critica nota di riflessione a firma del loro presidente, prof. Alberto Travain. “Se al tempo di Hitler, le procure di Washington e di Berlino avessero avviato una collaborazione per scoprire se davvero in Germania vi fossero dei campi di sterminio, quale sarebbe stata la credibilità e l'esaustività degli atti prodotti dalla procura tedesca? Ma dove vivono le Autorità politiche italiane che da quasi due anni forniscono esauriente prova della propria effettiva capacità di gestire con onore per se e per il Paese che rappresentano uno straziante caso internazionale quale quello dello scempio in Egitto del giovane ricercatore friulano Giulio Regeni ? Ma chi credono di blandire con la storiella della collaborazione tra le procure di Roma e Il Cairo? Risibile ingenuità!

Dove lo stato di diritto è parvenza per legittimare un regime imperante ed i suoi interessati interlocutori, sostenere la credibilità di una tirannide conclamata eppure vergognosamente accreditata da importanti Paesi dell'Occidente è fare violenza all'intelletto proprio ed a quello altrui. Se a qualcuno avessero davvero dato così noia i grandi affari italiani in Egitto, al punto di montare la terrificante tragedia di Regeni al fine di rompere o di insidiare le relazioni tra i due Paesi, resterebbe il fatto che, anche di fronte a un regime conclamatamente tirannico, che sequestra, tortura e massacra oppositori e sospetti tali, gli Italiani comunque sarebbero andati oltre, in nome del vile denaro, alla stregua dei Francesi – vergognosi e indegni d'ogni anche legittima solidarietà, pronti, come s'è visto, sul cadavere di Regeni, a rimpiazzare l'Italia nella relazioni economiche con la terra dei Faraoni – e di tanti altri civilissimi popoli occidentali, immancabili nel fare la morale agli eccessi levantini eppure pulpiti inadeguati per giudicare.

Dov'è la grande civiltà occidentale che dovrebbe essere baluardo contro la barbarie dell'Isis? Barbari ovunque! Economia e politica senza morale, come suggeriva già Machiavelli! Bella civiltà! Dovremmo dirlo alle giovani generazioni in formazione o lo capiranno da sole che questo Occidente è una grande 'cloaca' non meno impresentabile di certe esotiche follie fondamentaliste? Il fatto che, a dar retta alla stampa italiana, dopo gli ultimi incontri con il ministro Minniti, la presidenza egiziana abbia potuto diffondere, senza tema di smentita, un comunicato in cui si affermava che lo stesso 'ha ringraziato per le dichiarazioni fatte dal Presidente sulla determinazione dello Stato egiziano di arrivare alla più completa verità' sul caso Regeni, dice tutto, non solo delle capacità diplomatiche ma anche della dignità stessa delle Autorità di una Repubblica che non ha mai espresso davvero, sembra di poter dire, la dovuta indignazione di fronte all'estremo oltraggio subito in terra straniera da un probo suo cittadino nell'affermazione di principi proclamati dalla sua stessa Costituzione. Affermazione di principi ovvero carta straccia? Civiltà vorrebbe non fosse così!”.

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