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Martedì, 17 Maggio 2022
Cronaca

Scuola, "No" della Cgil alle graduatorie regionali per gli insegnanti

Zonta (Flc-Cgil): «L’apporto dei docenti del sud indispensabile per le scuole del Fvg». La replica di Pittoni (Lega): «Graduatorie regionale tutt'altro che impraticabili»

«La regionalizzazione delle graduatorie dei docenti è una soluzione non solo ingiusta, ma anche inefficace e comunque impraticabile. Solo l’apporto di inseganti da altre regioni, infatti, ha garantito e garantirà anche in futuro la tenuta del sistema scolastico del Friuli Venezia Giulia». Il segretario della Flc-Cgil Fvg Adriano Zonta replica così, numeri alla mano, alle recenti dichiarazioni del consigliere regionale di Autonomia responsabile Giuseppe Sibau contro i meccanismi che regolano attualmente il reclutamento e la mobilità dei docenti.

«Sibau – dichiara Zonta – parla di una situazione che non conosce o che, pur conoscendola, preferisce strumentalizzare per fini elettoralistici. Un’analisi anche superficiale dei numeri del personale docente delle nostre scuole è sufficiente per stabilire due dati incontrovertibili: il primo è che il numero di docenti formato nella nostra regione non sarebbe sufficiente, oggi come ieri e come sarà in futuro, per coprire il fabbisogno delle nostre scuole; il secondo è che la pratica dei trasferimenti per motivi familiari, sia pure non immune da abusi che purtroppo esistono, riguarda soltanto il 30% dei posti liberi disponibili, quota cui attingono peraltro, per le stesse esigenze, anche docenti del nord. Con una percentuale complessiva di trasferimenti che nella nostra regione non supera il 15% delle domande presentate. Quello posto da Sibau, quindi, è un falso problema, frutto di una lettura miope della realtà, che scivola nell’antimeridionalismo o quantomeno in una evidente negazione del fondamentale contributo dei docenti meridionali al lavoro delle nostre scuole».

Ben altri, secondo Zonta, sono i problemi della scuola regionale: «In Friuli Venezia Giulia – spiega ancora il segretario della Flc il 47% delle scuole è senza un dirigente e il 35% senza il direttore dei servizi amministrativi generali. Il personale Ata, inoltre, è carente al punto che molti istituti hanno difficoltà a garantire un servizio adeguato sia sotto il profilo organizzativo- amministrativo che su quello della sicurezza di lavoratori e studenti. Pesanti carenze di personale si registrano inoltre negli Uffici scolastici provinciali e in quello regionale, il cui personale ha subito negli ultimi dieci anni una riduzione del 50%. Il consigliere Sibau, se davvero vuole occuparsi di scuola, potrebbe e dovrebbe utilizzare il suo tempo per affrontare queste criticità, invece di lanciarsi in dichiarazioni il cui unico effetto è quello di soffiare sul fuoco sempre vivo del razzismo e dell’intolleranza».

Pittoni (Lega) replica a Zonta

«Zonta dovrebbe sapere che la regionalizzazione delle graduatorie degli insegnanti non c'entra nulla con la libera circolazione dei cittadini sul territorio nazionale (esistono già liste provinciali) per cui non è né “ingiusta” né “impraticabile”. E acquista ancora più senso dopo che l'assessore regionale all'Istruzione Panariti ha riconosciuto che l'immissione di personale nella scuola “rischia di essere vanificata dalle richieste di trasferimento per raggiungere una sede di lavoro più vicina a casa... con forti e purtroppo negative ripercussioni per il sistema scolastico regionale”». E' la replica di Mario Pittoni, responsabile federale istruzione della Lega Nord, al segretario regionale della Flc-Cgil Adriano Zonta, dichiaratosi contrario alle graduatorie regionali.

«L'idea della regionalizzazione – spiega Pittoni - parte dall'assunto che i trasferimenti forzosi di insegnanti da una parte all'altra della Penisola sono ormai – quelli sì - impraticabili: gli stipendi attuali non consentono più di gestire trasferte di centinaia di chilometri da dove si hanno affetti e interessi. In passato progetti similari si sono arenati sul riferimento alla residenza: qualcuno poteva essere tentato di porre il dubbio di costituzionalità. L'abbiamo allora sostituita con il “domicilio professionale” di ispirazione europea, che è indipendente dalla residenza. Si può infatti eleggere nella regione preferita in assoluta libertà e rappresenta pur sempre una scelta di vita e un primo fattore di equilibrio. Una volta chiarito che in ambito regionale il confronto è a pari condizioni, il candidato orienterà la scelta della regione dove concorrere, sulla base del proprio grado di preparazione in rapporto alla qualità media degli altri iscritti e dei posti disponibili, innescando un meccanismo virtuoso - conclude Pittoni - ispirato ai principi del federalismo».

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