Fipe Confcommercio:«Riaprire la ristorazione con la formula take away»

L'associazione di categoria, inoltre, chiede che venga cambiata la norma sulla responsabilità per il comportamento scorretto del cliente

Immagine di repertorio

Due le richieste presentata dal presidente provinciale Fipe-Confcommercio Udine, Carlo Dall'Ava: "Dare la possibilità alla ristorazione di ripartire al più presto utilizzando la formula del take-away e intervenire sulle norme che attualmente rendono responsabile il titolare del locale del comportamento dei clienti rispetto alla distanza sociale, pur non avendo alcun potere sanzionatorio".

Pronti per ripartire

Dall'Ava, quindi, si fa voce dei tanti esercenti della ristorazione pronti a ripartire e delle loro prime, importanti richieste per la fase due, per poter ripartire con delle regole chiare che rendano possibile l'attività. "Si deve cioè trovare un equilibrio tra introiti, spese fisse e interventi necessari per garantire la sicurezza rispetto al Covid-19".

Consegne a domicilio

"Pur avendo sperimentato in alcuni casi la consegna a domicilio, per il comparto della ristorazione questa resta una soluzione emergenziale non sempre praticabile e, su un territorio vasto con piccoli centri, spesso non è conveniente – spiega, sintetizzando gli esperimenti registrati in queste settimane –. Perciò, come già avanzato dalla Fipe a livello nazionale, è strategico avviare la fase 2 consentendo il take away" cioè, permettere ai clienti di poter accedere agli esercizi di ristorazione per recuperare l’ordinazione da consumare poi a casa propria. "Gli imprenditori sono pronti a partire in questa modalità già dal 4 maggio, ci sia data questa possibilità, in concomitanza con lo sblocco della mobilità tra comuni", sottolinea il presidente.

Responsabilità e distanze

Parlando, poi, della riapertura dei locali, il presidente pone l'attenzione anche sui controlli anti diffusione del virus. "A norma vigente – spiega –, il ristoratore è responsabile del comportamento degli avventori, senza avere possibilità sanzionatorie. Se autorità preposte verificano comportamenti non idonee da parte dei clienti, a pagare è l’imprenditore. Una stortura che va sanata". Tuttavia, avverte Dall’Ava, nel breve termine "il comparto è destinato ancora a soffrire: all’atto della riapertura, le regole per la distanza sociale imporranno fino al dimezzamento dei coperti, mentre i costi fissi resteranno gli stessi. Il settore avrà assolutamente necessità di essere sostenuto almeno per i prossimi 5-6 mesi", conclude.

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