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Si fingono profughi, ma in realtà sono ricercati da anni in Italia

La Polizia di frontiera di Tarvisio ha arrestato due stranieri: uno deve scontare 4 mesi di reclusione per il reato di falsità materiale, l'altro deve rispondere di traffico internazionale di stupefacenti

La Polizia di frontiera di Tarvisio ha rintracciato cinque cittadini marocchini senza documenti, nei pressi della stazione ferroviaria di Ugovizza, che si sono dichiarati profughi. I poliziotti hanno condotto il gruppo in ufficio per le pratiche di identificazione e in seguito al fotosegnalamento e alla comparazione dattiloscopica delle impronte è emerso che due di loro risultavano colpiti da provvedimenti restrittivi dell’autorità giudiziaria in ambito nazionale.

Il primo, che dichiarava una data identità e di avere 23 anni, è risultato invece essere già stato identificato in passato nel nostro paese con altre generalità, di essere nato nel 1982  ed essere destinatario di un provvedimento di carcerazione datato 20 maggio 2015, emesso a Milano: dovrà scontare 4 mesi di reclusione per il reato di falsità materiale. 

Il secondo, che ha dichiarato anche lui un’identità diversa da quella riscontrata precedentemete, è nato nel 1980 ed è destinatario di un provvedimento emesso dall’autorità giudiziaria di Trieste del 31 agosto 2008. Si tratta di una misura di custodia cautelare in carcere, in quanto faceva parte di un gruppo criminale dedito al traffico internazionale di stupefacenti proveniente dal Nord Africa e destinato al nostro Paese.

Entrambi sono stati arrestati e condotti nel carcere di Udine.

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