Sabato, 25 Settembre 2021
Cronaca Centro / Piazzale della Patria del Friuli

Conclusi i lavori di restauro, il castello di Udine ha un volto tutto nuovo

La cerimonia di fine cantiere ha visto come protagonista Gianpietro Benedetti, iscritto tra i benemeriti

Si è tenuta oggi sul piazzale del castello la cerimonia di conclusione dei lavori di riqualificazione della facciata e delle scalinate, finanziati per 850mila euro dalla Danieli. Sono intervenuti il sindaco di Udine Pietro Fontanini e il ceo di Danieli SpA e promotore dell’iniziativa Gianpietro Benedetti, assieme al vicesindaco Loris Michelini e all’assessore alla cultura Fabrizio Cigolot. La mattinata è quindi proseguita con la cerimonia di iscrizione del nome Gianpietro Benedetti sulla lapide di marmo posizionata lungo la scalinata interna del Castello, nella quale sono inseriti i nomi dei benemeriti della città che, con le loro opere e donazioni, hanno arricchito il patrimonio artistico cittadino. I lavori sono infatti stati realizzati su iniziativa dell’ingegner Benedetti e finanziati interamente della Danieli sulla base di un protocollo d’intesa stipulato con l’Amministrazione comunale, la soprintendenza e Confindustria Udine. L’intervento ha riguardato la riqualificazione dell'involucro esterno del Castello con il restauro delle superfici esterne intonacate, degli elementi lapidei, dei serramenti in legno e degli elementi metallici presenti sui fronti esterni. Le superfici esterne intonacate sono risultate essere state oggetto di numerosi interventi di recupero nel corso degli anni, in particolare durante il Novecento. Sono state adottate tecniche e utilizzati materiali a basso impatto ambientale. 

Fontanini

“La città di Udine – ha commentato il sindaco Fontanini – è profondamente riconoscente al presidente Benedetti e alla Danieli SpA per avere realizzato questo storico intervento grazie al quale uno dei simboli del Friuli e di tutta la storia europea – perché qui, nel Salone del Parlamento, si riuniva il Consiglio della Patria del Friuli, uno dei primi parlamenti d’Europa – torna al suo originario splendore e per la costante attenzione dimostrata, nel corso degli anni, al patrimonio artistico cittadino. Il rinnovato mecenatismo che ha visto la Danieli ideare e farsi carico di questi lavori è la dimostrazione del radicamento non solo produttivo ma anche culturale della nostra migliore imprenditoria sul territorio. L’inserimento quindi del nome di Gianpietro Benedetti tra i benemeriti della città vuole quindi essere un segno di riconoscenza da parte di tutto il popolo friulano”.

Cerimonia Castello e targa Benedetti 2-2

Benedetti

“È una gioia per me e per il Danieli Team – ha dichiarato Benedetti – condividere con la comunità friulana e con l’Amministrazione Comunale la soddisfazione di aver ridato al Castello di Udine il suo antico e ieratico splendore. Il Castello, cui tutti i friulani sono affezionati anche grazie alla celebre villotta “o ce biel cjscjel a Udin” e che si affaccia su piazza Libertà con il campanile e l'angelo che svetta nel cielo è un simbolo forte della friulanità e di appartenenza. È, nell'immaginario di ogni friulano, anche per coloro che stanno all’estero, la casa. Sono queste le considerazioni che mi hanno motivato a finanziare i lavori. I simboli di appartenenza e di identità, che sono lo specchio di ciò che siamo vanno mantenuti nella loro originale dignità e bellezza. E farlo, in sintesi, è amore, rispetto e gratitudine per chi ha contribuito a costruire la nostra storia e le nostre radici che ci danno forza e la consapevolezza che facendo e impegnandosi, si può. Siamo onorati per l'iscrizione tra i benemeriti cittadini. Ritengo il riconoscimento generoso ma evince la sensibilità e il supporto dell'Amministrazione a chi si impegna e contribuisce a mantenere bella, accogliente, fattiva e viva la Capitale del Friuli. Grazie all’Amministrazione per il supporto nell'organizzare l'iniziativa, grazie all'impresa Di Betta e alle aziende che hanno collaborato per la qualità del lavoro al di sopra della norma. Sono certo che la friulanità e l'orgoglio per i nostri simboli ci hanno motivato a fare tutto il possibile e di più”. 

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