"Sotto le stelle fredde": il film indipendente friulano disponibile in streaming

Il film è disponibile sulla piattaforma "adessocinema.it" ideata da Tucker, Visionario, Cinemazero e Cineteca del Friuli

Anteprima del film al cinema Centrale, il regista Stefano Giacomuzzi assieme al protagonista del film, Odino Piazza

Il film indipendente friulano "Sotto le stelle fredde", diretto da Stefano Giacomuzzo, è ora disponibile online sulla piattaforma "adessocinema.it" nata da un'iniziativa di Tucker, Visionario, Cinemazero e Cineteca del Friuli con l'obiettivo di offrire contenuti alle persone che ora non possono andare al cinema.

Il film

Dopo il tutto esaurito all'anteprima al cinema Centrale in occasione del festival Suns, "Sotto le stelle fredde" è diventato uno dei film con più visualizzazioni all'interno della piattaforma, che mette a disposizione diverse altre produzioni regionali come The special need e L’estate di Giacomo, entrambi premiati al festival del cinema di Locarno.

La trama

Totalmente in lingua friulana, il film è ambientato in Carnia e racconta i mestieri antichi, descrivendo in maniera attenta il rapporto viscerale fra uomo e natura: "Vedendo il film appare subito chiaro il significato del titolo, che indica l’indifferenza del cosmo verso l’esistenza dell’uomo", ha spiegato il giovane regista (laureato in cinematografia e documentari in UK e con un trascorso da Fabrica di Benetton Group). “Sotto le stelle fredde” è stato girato tra le montagne della Carnia. In quelle zone Giacomuzzi ha trascorso molto tempo tra il 2015 e il 2016 seguendo la vita di alcuni abitanti di quei luoghi: "Ho conosciuto circa 200 persone, per poi sceglierne tre", ha raccontato.

Uomo e natura

Se a prima vista il film può sembrare un documentario osservativo sulla vita in montagna (e si tratta anche di questo), la produzione intende focalizzarsi anche su una realtà più ampia, un espediente per parlare della vita dell’uomo, del suo suo rapporto con gli animali, la natura e soprattutto con il tempo. Mettere le mani nella terra, sentire lo sporco sotto le unghie, l'erba che pizzica la pelle. Sentire l'alito di un animale, il caldo, sulla faccia. E ancora il sole freddo della montagna, la paura che incute un paesaggio, la desolazione. Sentire la solitudine e, soprattutto, lo scorrere del tempo.

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Il regista

Nella pellicola, in bianco e nero, la lingua assume un'unica dimensione, quella sonora. "I pochi dialoghi – ha precisato il regista- hanno lo stesso valore dei versi delle 'bestie': l’uomo è messo, infatti, sullo stesso piano degli animali". Il film è un intimo e delicato ritratto di un modo di vivere oramai perduto. Come ha sostenuto il regista gallese Gideon Koppel, Sotto le stelle fredde offre un senso dello spazio e del tempo profondo e necessario che nei tempi difficili che stiamo vivendo dovremmo imparare a riscoprire.

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