Registro fibromialgia: inserito tra gli obiettivi dei medici di medicina generale

«Un primo passo per portare le persone ammalate fuori dall’invisibilità ». Simona Liguori, firmataria della proposta di legge nazionale sul riconoscimento della fibromialgia , mette in evidenza come sia stato compiuto un significativo passo avanti per il contrasto di questa patologia.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di UdineToday

Buone notizie dal mondo della sanita. Nell'accordo integrativo con i medici di medicina generale, recentemente approvato dalla giunta regionale, c'è l’implementazione del registro regionale – previsto dalla legge regionale 13/2017 – inserito tra gli obiettivi che i medici dovranno conseguire.

E' l'inizio di un processo di mappatura assolutamente necessario per dare il via ad un percorso che permetterà di stabilire appropriate strategie di intervento , monitorare l’andamento e la ricorrenza della patologia, rilevare le problematiche connesse e le eventuali complicanze.

«Il nostro impegno non si fermerà qui. E' importante continuare a considerare il riconoscimento della fibromialgia una priorità - ha spiegato Liguori – perché bisogna mettere in campo una serie di azioni concrete, necessarie a completare il percorso intrapreso. Si tratta di una malattia complessa che si caratterizza per una sintomatologia dolorosa diffusa, nella quale il dolore cronico (cioè persistente) e la stanchezza diventano, assieme a numerosi altri sintomi, fattori che compromettono pesantemente la qualità di vita delle persone che sono affette da questa sindrome. Sarà inoltre importante che gli Enti del Servizio Sanitario Regionale prevedano specifiche iniziative di formazione e di aggiornamento sulla fibromialgia destinate al personale medico e di assistenza. Anche i nostri appelli su come iniziare a uscire dalla invisibilità della Fibromialgia, il lavoro insieme a CFU-Italia e a Martina Torasso ed Elisa Lombardi di CFU-FVG e alla Associazione di Tutela Diritti del Malato hanno contribuito a fare sì che in Friuli Venezia Giulia sarà attivato il Registro regionale di patologia».

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