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Sarà fibra? Addio alle pubblicità scorrette sulla velocità delle connessioni internet

Decine le segnalazioni di proposte commerciali non veritiere arrivate anche a Federconsumatori Fvg

“Le parole sono la droga più potente usata dall'umanità.” Forse, questo aforisma di R. Kypling è stato ispiratore dei pensieri da cui è partito l'AGCOM (Autorità Garante per le Comunicazioni) quando ha deciso di dare vita alla delibera 292/18/CONS che definisce le caratteristiche tecniche e le corrispondenti denominazioni delle infrastrutture fisiche utilizzate per l’erogazione dei servizi di telefonia, reti televisive e comunicazioni elettroniche. Tale delibera, infatti, stabilisce che il termine fibra con aggettivi o avverbi di tipo accrescitivo o superlativo può essere utilizzato se e solo se l'architettura di rete offerta nel contratto preveda la fornitura della fibra fino all'abitazione del consumatore (FTTH – Fiber to the Home) oppure fino allo stabile dove il consumatore abita (FTTB – Fiber To The Building). Negli altri casi deve essere specificato fibra mista rame oppure radio oppure la parola è proprio vietata. In passato i fornitori potevano presentare le loro offerte commerciali utilizzando il termine fibra nei contratti con le architetture di rete più disparate, generando confusione nell'acquirente che poi si ritrovava a pagare di più per avere velocità di navigazione uguali a quelle di prima.

Agli sportelli di Federconsumatori Fvg sono, finora, pervenute molte segnalazioni di proposte commerciali scorrette a causa della discrepanza fra le architetture di rete promesse e quelle effettive. Dice Simone Battistutta di Federconsumatori Fvg “Riservare il termine Fibra solo ai contratti con le infrastrutture fisiche migliori tutela i consumatori e i loro risparmi.” La delibera è stata pubblicata il 19/07/2018 ed entra in vigore decorsi 15 giorni dalla sua pubblicazione sempre che la delibera stessa non venga impugnata dagli operatori telefonici com'è, purtroppo, già accaduto in altre situazioni. Grazie alle nuove diciture i consumatori avranno chiaro che tipo di contratto stanno sottoscrivendo, potranno decidere con consapevolezza ma, soprattutto, potranno ottenere una delle possibilità fino ad oggi di fatto negata: confrontare i contratti e scegliere il migliore. Come ci ricorda, a questo proposito, lo scrittore Roberto Gervaso “La chiarezza è moralità.”

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