Dove ha fallito l'istituzione, funzionano gli ultras. La festa del Friuli salva grazie alla Nord

Ancora in corso le polemiche per i festeggiamenti istituzionali della festa del Friuli, con il sindaco Fontanini che pensa al 2020 e gli ultras che intanto fanno show

La Curva Nord immortalata da Monica Pittis

La piazza è ancora calda dopo il passaggio della Società Filarmonica di Pozzuolo (e dopo le polemiche) in occasione della festa della Patria del Friuli dello scorso 3 aprile, che il sindaco Fontanini già pensa alle celebrazioni del 2020. Il motivo? La Regione ha stabilito che l'anno prossimo sarà Udine la città che ospiterà le manifestazioni finanziate dalla giunta Fedriga.

Le dichiarazioni 

«Il prossimo anno le celebrazioni della Festa della Patria del Friuli si terranno nella città di Udine, che del Friuli è la storica Capitale», ha annunciato Fontanini all’indomani della conclusione a Gorizia della ricorrenza che da quarantadue anni ricorda, nella giornata del 3 aprile, la fondazione dello Stato Patriarcale Friulano, avvenuta 942 anni fa. «È un fatto che questa festa sia sempre più sentita dalla cittadinanza, a dispetto di chi vorrebbe cancellare memoria, identità e radici e delle pretestuose polemiche che hanno accompagnato gli eventi, che hanno invece ottenuto un riscontro di pubblico superiore a quello degli anni scorsi».

I fondi

La Regione ha messo quest'anno a disposizione per gli eventi organizzati dell'Agenzia regionale per la lingua friulana (ARLeF - Agjenzie regjonâl pe lenghe furlane) 50 mila euro. A Gorizia si è dunque svolta la Santa messa in lingua friulana officiata dai tre rappresentanti delle diocesi friulane, a cui sono seguiti la manifestazione civile con la lettura della bolla imperiale istitutiva dello Stato patriarcale, il passaggio della bandiera dal vecchio al nuovo Comune ospitante e gli interventi delle autorità.

Gli eventi di Udine

Per il sindaco Fontanini, il gran finale dei festeggiamenti udinesi è stato il concerto per i 150 anni dalla nascita di Arturo Zardini, il celebre autore di Stelutis alpinis, che si è tenuto nel Salone del Parlamento del Castello di Udine. «Il luogo simbolo del Patriarcato aquileiese - ha dichiarato il sindaco per sedare la polemica dopo le accuse di flop del concerto di piazza Libertà - era gremito per l’occasione da centinaia di cittadini desiderosi di commuoversi sulle note e sui versi del compositore friulano. Dispiace per i molti che sono dovuti rimanere fuori ma la capienza di 150 posti a sedere non ha permesso di far entrare tutti». Il riassunto è una grande piazza vuota e una piccola sala piena.

L'efficacia della coreografia

Chi ha invece colpito nel segno, ottenendo il massimo risultato dallo sforzo profuso, sono stati i tifosi dell'Udinese con la gigantesca coreografia della Curva Nord esposta in occasione della partita tra Udinese ed Empoli giocata la scorsa domenica. Con metri di stoffa blu, la riproduzione dell'aquila gialla e lo striscione a riportare la scritta "3 avril 1077", gli ultras hanno fatto fare alla festa del Friuli il giro del web, visto che la fotografia della Nord è stata condivisa su tutti i social per giorni. Un bel messaggio spontaneo di appartenenza che ha fatto sentire coinvolto anche chi, probabilmente, ha sempre snobbato questa ricorrenza.

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