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Mise a ferro e fuoco le Valli del Natisone: incapace di intendere e volere

Un 30enne incensurato, residente nel Comune di Savogna, è stato assolto da una serie di accuse legate a fenomeni di danneggiamento

Non era capace di intendere e volere il 30enne disoccupato di Savogna - incensurato - che nel giro di un paio di giorni lo scorso gennaio aveva messo a ferro e fuoco la zona delle Valli del Natisone.

LA SENTENZA. Per questo motivo il gup del tribunale di Udine - Matteo Carlisi - lo ha assolto perché non imputabile dalle accuse relative a cinque episodi per cui non era nel frattempo intervenuta una remissione di querela. Il giudice ha disposto nei suoi confronti la misura di sicurezza della libertà vigilata per due anni, con la prescrizione di risiedere stabilmente presso una struttura residenziale protetta di Manzano e obbligo di proseguire il programma terapeutico riabilitativo intrapreso presso il centro di salute mentale competente.

I DANNEGGIAMENTI. In quei due giorni di follia l'uomo avrebbe appiccato l'incendio ad alcune balle di fieno e paglia in una cava che semidistrusse un ovile, a un'auto e alla legnaia pertinente all'abitazione del sindaco. Aveva anche esploso dei colpi d'arma da fuoco contro alcune auto e contro un'abitazione. Era accusato, infine, anche di aver ucciso un labrador, trovato impiccato. L'uomo era stato arrestato a fine gennaio al termine di un'operazione congiunta di Polizia e Carabinieri.

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