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Assaltavano slot machine e videopoker: fermata una banda di sei persone

I colpi, che potevano fruttare da 1000 a 6000 euro, sono stati messi a segno a Udine e provincia. L'operazione che ha smascherato il gruppo è stata della Polizia di Udine e Cividale

Fermata una banda che scassinava videopoker e slot machine, grazie a un'operazione compiuta dagli agenti della squadra mobile di Udine e del commissariato di Cividale. Sono state eseguite sei  ordinanze di custodia cautelare verso altrettanti individui. Tra il primo dicembre 2011 e il 23 aprile 2012 si sarebbero resi responsabili di una ventina di colpi, consumati o tentati, in vari esercizi pubblici di Udine e provincia.

Ogni colpo poteva fruttare tra i 1.000 e i 6.000 euro. Il Gip Faleschini Barnaba ha disposto tre custodie in carcere nei confronti dei tre uomini: F. S., di 37 anni G. Z. (26),  già detenuti in carcere e N. X. (28). Le tre donne,  M. A. (22), V. A. (44) e A. V. (23), sono state messe invece agli arresti domiciliari.

V.A. è la madre del giovane che il 14 ottobre, in preda a un raptus, aveva puntato un coltello al collo di un amico mentre guardavano un film horror a San Giovanni al Natisone. Il ragazzo, D.A. (22) è ancora in carcere con l’accusa di tentativo omicidio.

Un settimo presunto componente della banda, D. P.(32), risulta latitante. Nell'inchiesta risultano indagate altre sei persone che avrebbero partecipato occasionalmente ai furti. Agli indagati è contestato anche il reato di ricettazione delle auto o dei furgoni rubati utilizzati per portarsi sui luoghi dei furti.

Gli uomini si facevano accompagnare dalle rispettive compagne al “parcheggio” dei furgoni e delle autorubate che utilizzavano per raggiungere gli obiettivi. Successivamente  prelevavano gli attrezzi da scasso, nascosti sotto un’arcata del ponte sul Torre nei pressi di Chiopris-Viscone, e partivano alla volta di bar ed esercizi pubblici nei quali avevano effettuato un sopralluogo durante il giorno, asportavano videopoker e macchinette cambiamonete e si dirigevano  nei campi, dove la apparecchiature venivano  aperte a colpi di piccone.

 

 

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