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Federalberghi: "grazie a Tondo e Seganti evitiamo un altro balzello"

L'organizzazione degli albergatori che fa capo a Confcommercio esprime soddisfazione per lo stop nella legge finanziaria regionale di un'ulteriore tassa che avrebbe penalizzato ancora di più la categoria

"E’ una buona notizia, prendiamo atto che la Regione ha compreso il nostro momento di difficoltà e la non opportunità di un altro balzello penalizzante". Paola Schneider, presidente regionale di Federalberghi Confcommercio, incassa con soddisfazione la mancata applicazione della tassa di soggiorno che era stata annunciata dall’assessore alla Funzione pubblica Elio De Anna.

Il responsabile regionale della Funzione pubblica, mirando a consentire ai Comuni una possibilità di manovra visti i bilanci ridotti all’osso, aveva anticipato la reintroduzione anche in regione dell’imposta di soggiorno che era stata abolita nel 1991 e reintrodotta l’anno scorso dal governo. Non sotto forma di un obbligo, ma solo una facoltà. Eppure il sindaco di Trieste Roberto Cosolini aveva fatto già sapere la sua intenzione, nel caso in cui la norma fosse stata approvata dal Consiglio regionale, di applicare l’imposta – 1 euro probabilmente – ai turisti in soggiorno sul territorio comunale.

Schneider, che aveva incontrato lunedì il presidente Renzo Tondo per scongiurare l’ipotesi e raccolto l’appoggio dell’assessore al Turismo Federica Seganti, non ha dubbi: «Sarebbe stato un grave errore e bene ha fatto la Regione a tener conto della nostra contrarietà. Applicare nuove tasse a un comparto già fortemente provato dalla crisi, riducendo di fatto i pernottamenti, sarebbe oggi un’ulteriore mazzata all’economia. I Comuni già riscuotono l’Imu, pensata tra l’altro anche a beneficio delle infrastrutture e dei servizi ricettivi, senza che gli introiti di tale imposta risultino tracciabili visto che tutto si perde nei calderoni dei bilanci, e non c’è di sicuro alcun motivo di aggiungere penalità non controllabili, applicate tra l’altro a una definizione di strutture piuttosto vaga e quindi aperta a libere interpretazione, come ci insegna quello che sta succedendo nelle altre regioni».
 

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