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Finti finanzieri truffavano anziani: scoperti e arrestati

Operazione della Guardia di Finanza: nei guai due residenti in provincia di Udine che prendevano di mira i cittadini più deboli chiedendo denaro per investimenti e simulando sequestri di documenti

La Guardia di Finanza di Udine ha eseguito un provvedimento restrittivo di libertà personale (arresti domiciliari) nei confronti di due soggetti, residenti nella provincia, indagati per i reati di truffa aggravata, millantato credito e sostituzione di persona. Le indagini, delegate della Procura della Repubblica di Udine al Nucleo di Polizia Tributaria, sono state poste in essere anche mediante il ricorso ad articolati accertamenti bancari e le intercettazioni telefoniche.

Gli accertamenti, avviati a seguito di una denuncia di un soggetto truffato, hanno consentito di ricostruire come i due soggetti arrestati erano in Friuli sistematicamente dediti in attività truffaldine a danno di vittime precedentemente e accuratamente designate, scegliendole nel novero delle persone anziane (quindi maggiormente vulnerabili e suggestionabili), oppure tra appartenenti al clero connotati da una intrinseca generosità e “buon cuore” nei confronti di terzi.

I fatti per i quali è stata disposta la custodia cautelare vedevano vittima un soggetto dal quale i truffatori erano riusciti a farsi consegnare in contanti e assegni ben 43.700 euro per la raccolta di “investimenti ad alto rendimento”, documentati da “scritture private” e successivamente facendo credere falsamente alla vittima che tali documenti fossero stati sequestrati dalla Guardia di Finanza in relazione ad attività “usuraie” e facendosi quindi dare ulteriori 20.000 euro, necessari per “far chiudere un occhio” agli inesistenti finanzieri. 

Il finto maresciallo:

In  tali  ambiti  criminosi,  connotati  da  una  non  comune  capacità  e  abilità  truffaldina,  uno degli arrestati si proponeva a più riprese alla vittima asserendo di essere un “Maresciallo” della Guardia d Finanza che sarebbe stato in grado di “salvare” il povero soggetto truffato dai possibili, gravi pregiudizi (penali e reputazionali) derivanti dalle indagini in corso. 

Nel mirino dei truffatori anche preti e suore:

Ulteriori casi di truffa che vedevano sempre il coinvolgimento dei due arrestati sono state poi individuate dai finanzieri del Nucleo pt a danno di religiosi (preti e suore) sparsi in tutta la provincia di Udine da cui gli indagati si facevano dare denaro, manifestando inesistenti condizioni e motivazioni al fine di far leva sull’umanità e spirito cristiano delle vittime della truffa alle quali rappresentavano condizioni di profonda indigenza economica con contestuali “stati di necessità”: dalle viste del figlio in ospedale ricoverato per inesistenti incidenti a parimenti fantomatici viaggi in Svizzera per ricercare lavoro. 

In  tale  ambito erano richieste continuamente  dazioni  di  denaro  per  esigui  importi  di 200-300 Euro che erano tuttavia oggetto di sistematiche e ripetute richieste ai religiosi. 

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