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Giovedì, 19 Maggio 2022
Cronaca

False vaccinazioni, l'accusata smentisce tutto ma nel frattempo parte il "piano straordinario"

Le misure adottate in Friuli per garantire la massima sicurezza ai cittadini. In Veneto si parla già di richiesta di risarcimento da parte di più persone

Il caso delle false vaccinazioni avvenute alla sede della "Madonnina" di Treviso non si spegne, anzi, aumenta di giorno in giorno il malumore dei cittadini che si sentono traditi da colei che avrebbe dovuto vaccinare i bambini e che invece, secondo quanto emerso dalle prime indagini, fingeva di effettuare le iniezioni. Inevitabile lo strascico della vicenda anche in provincia di Udine, dove la donna ha prestato il suo servizio professionale a Codroipo dal 2009 al 2015.

LA VERSIONE DELL’ACCUSATA. Emanuela Petrillo però si difende e rimanda al mittente le accuse, affermando di aver sempre praticato i vaccini e di non essere obiettrice di coscienza, ma i primi test effettuati su bimbi chiamati al richiamo dimostrerebbero il contrario. Proprio per questo, nelle ultime ore, alcune mamme dei piccoli coinvolti nel caso hanno deciso di contattare i loro legali di fiducia per capire se ci siano o meno le possibilità di una class-action generale contro la donna e l'Ulss 2 Marca Trevigiana. Al vertice del "comitato" dei genitori infuriati c'è Annarita Contessotto, mamma di una bimba di due anni che ad oggi risulta scoperta per malattie come poliomelite, difterite, tetano, pertosse, epatite e meningococco B, il tutto a causa dell'assistente sanitaria che il Dg Francesco Benazzi ha definito, nei giorni scorsi, "infedele". A scatenare l'ira della famiglia è stata però la chiamata dell'Ulss 2 in cui si raccomandava di riportare la bambina presso la Madonnina per effettuare, questa volta per davvero, le vaccinazioni da cui oltre un anno era sprovvista.

LE REAZIONI VENETE. Sul caso sono già intervenuti il Presidente del Veneto Luca Zaia, la parlamentare Simonetta Rubinato, il sindaco di Treviso Giovanni Manildo e il consigliere comunale Nicolò Rocco, oltre all'ex consigliere Enrico Renosto che, fin dalle prime notizie apparse sui giornali, ha appoggiato la decisione di Annamaria Contessotto di adire le vie legali: "E' un atto dovuto per tutte quelle famiglie che avevano fatto affidamento sulla sicurezza della sanità trevigiana e che invece si trovano ora con dei bambini esposti a malattie anche contagiose e pericolose. E' una situauazione che lascia senza parole da un lato e che dall'altro invece ci spinge a cercare una soluzione e a dar battaglia per far valere i diritti di questi piccoli. Sia chiaro però che l'eventuale class-action non sarà indirizzata al lucrare su questa situazione poco lodevole, ma piuttosto a dare giustiza a queste 500 famiglie. Semmai dovesse arrivare un risarcimento, questo sarà però sicuramente devoluto in beneficenza ad attività e associazioni che si occupano dei bambini". Chi volesse partecipare alla class-action può contattare Annarita via mail all’indirizzo: annarita.contessotto@hotmail.it.

LE REAZIONI IN FRIULI E IL PIANO DI AZIONE--->pag. 2

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