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Fai Cisl in piazza a sostegno del lavoro agroalimentare, forestale e ambientale

Sabato 28 ottobre presidio davanti alla Prefettura di Udine

La FAI Cisl scende nelle piazze di tutta Italia a sostegno di progetti di riforma che coinvolgono i lavoratori dell'agricoltura, della trasformazione alimentare, della pesca, della forestazione e della bonifica, a darne notizia la Segretaria regionale della Federazione friulana, Claudia Sacilotto. Delegati e militanti della FAI CISL del Friuli Venezia Giulia daranno vita  sabato 28 Ottobre dalle ore 10.00 alle ore 12.00
ad un presidio davanti alla Prefettura di Udine per sensibilizzare ed animare una sottoscrizione su un'agenda che attraversa i temi settoriali della previdenza, dei giovani, del rilancio dei salari, del fisco, del mercato del lavoro, della lotta allo sfruttamento e al caporalato. 

Le richieste

Si intende rivendicare il riconoscimento dello status di lavoro usurante per: i braccianti agricoli, gli addetti imbarcati della pesca, i lavoratori alimentari impegnati in reparti disagiati, gli operai forestali e della bonifica, condizione che permetterebbe il pensionamento con 35 anni di contributi. Di istituire inoltre nuovi ammortizzatori sociali universali con l’estensione della NASPI e di rafforzare gli incentivi a sostegno dell'occupazione giovanile. Si invoca anche l'innalzamento, nelle prestazioni agricole occasionali, delle retribuzioni; l'alleggerimento del carico fiscale sui redditi medio-bassi e lo sblocco del CCNL per gli operai idraulico-forestali, fermo oramai da cinque anni. Quanto al contrasto allo sfruttamento, la FAI esige la piena attuazione della legge 199/2016 sul caporalato, con un cambio di marcia sul fronte della prevenzione mediante un maggiore coinvolgimento delle parti sociali agricole sui territori. 

Senza buon lavoro non può esserci buona impresa, né recupero di produttività e competitività del sistema-Italia – sono le parole del segretario nazionale Luigi Sbarra – che chiede a Governo e Regioni di aprire un confronto stabile e strutturato con il Sindacato su queste proposte, a partire dalla risorsa più importante: il capitale umano. Ecco perché la FAI CISL rivendica diritti essenziali per un popolo di quasi 2 milioni di lavoratori: donne e uomini impegnati in comparti che hanno sostenuto il Paese negli anni peggiori della crisi e che ora tanto possono fare per la ripartenza. 

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