Coronavirus, rischio ecologico in Friuli Venezia Giulia per l'emergenza rifiuti

A sollevare la questione è Vannia Gava, deputata della Lega e sottosegretario all’ambiente nel governo Conte: la Net ha aperto il dialogo con Regione e Comune di Udine

«Sta per esplodere una bomba ecologica ma il governo, compreso il ministero dell’ambiente sottovalutano l’emergenza rifiuti che sta per emergere». Così dichiara Vannia Gava, deputata della Lega, mettendo in allarme anche la nostra regione.

«Oggi raccogliamo il grido di allarme di amministrazioni, consorzi e aziende per la chiusura delle frontiere di alcuni Stati. Il rifiuto CSS (Combustibile solido secondario) viene conferito infatti prevalentemente all’estero per la scarsa capacità di ricezione dei nostri impianti, anche in un contesto non emergenziale. Il 90% di tale rifiuto viene conferito in Ungheria, Slovacchia, Slovenia e Austria. Stati che stanno progressivamente bloccando gli ingressi». Tra questi stati, anche Austria e Slovenia che confinano con la nostra regione.

«Presenteremo un emendamento al Cura Italia per aiutare le regioni ad emettere ordinanze emergenziali che autorizzano il conferimento dei rifiuti in impianti di recupero (anche termovalorizzazione) o smaltimento, derogando alle soglie di stoccaggio e trattamento, nonché, nel caso servisse, anche ai CER non ricompresi in autorizzazione per il periodo dell’emergenza. Dobbiamo, in sintesi, risolvere il problema in casa nostra. Ancora una volta, però, paghiamo gli schiavi dell’ideologia che hanno impedito la costruzione di impianti nel nostro Paese».

A Udine

Una risposta per quel che riguarda la provincia di Udine, arriva dal consigliere comunale Giovanni Govetto, presidente della commissione tutela e ambiente.

«Ci sono alcune criticità, con alcune aziende e consorzi in affanno. Con NET ci siamo confrontati qualche giorno fa ma ci hanno confermato che, pur facendo salti mortali, stanno riuscendo ad andare avanti regolarmente, comprese le attività di smaltimento dei rifiuti».

Udine, inoltre, nonostante l'avvio del porta a porta a singhiozzo, sta reggendo l'urto dell'emergenza sanitaria. «Non risulta che criticità coinvolgano Udine direttamente. L'unica valutazione che è stata fatta riguardava la chiusura dei centri di raccolta, una valutazione non dovuta a un problema di gestione degli stessi, quanto al fatto che le attività legate ai rifiuti non rientra tra i motivi per cui si può uscire. Molti centri dell'hinterland sono stati chiusi, ma Udine ha una situazione diversa visto che c'è il porta a porta e visto che la NET al momento dice che non c'è difficoltà di gestione e, di conseguenza, il sindaco ha valutato di tenerli aperti». 

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Per quanto riguarda la NET arriva la conferma delle criticità da parte del direttore Massimo Fuccaro, rispetto alla situazione regionale. «Questo è un argomento che stiamo discutendo con la regione. Mi sembra che ci sia la volontà da parte di tutti di trovare una soluzione».

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