Cronaca

Ospedale di Udine in affanno: chiesto il protocollo per le maxi emergenze

Il Presidio Ospedaliero di Udine sta vivendo una condizione drammatica per l’aumento esponenziale dei pazienti Covid: i sindacati chiedono la chiusura delle attività non urgenti

Ambulanze con pazienti covid fuori dal pronto soccorso dell'ospedale di Udine

La zona rossa era inevitabile ma, con la situazione molto grave in cui versa l'ospedale di Udine, potrebbe non essere sufficiente. È di ieri una nota sindacale per l'Ospedale Santa Maria della Misericordia FP CGIL - CISL FP - UIL FPL che denuncia la gestione dell'emergenza pandemica nell'Azienda Sanitaria Friuli Centrale.

"Il Presidio Ospedaliero di Udine sta vivendo una condizione drammatica per l’aumento esponenziale dei pazienti COVID, l’emergenza in questi giorni sta coinvolgendo nuovamente i presidi ospedalieri dell’ASU FC e in particolare il P.O. di Palmanova e l’ I.M.F.R. Gervasutta di Udine, inoltre si rilevano gravi criticità di personale nei servizi di pronto soccorso, terapia intensiva, nei reparti di medicina, nelle radiologie, nel contact tracing e in tutte le strutture di supporto": La denuncia ha i toni gravi dell'emergenza vera  e propria.
"Il rischio reale è quello di non poter assicurare l’assistenza dovuta ai pazienti gravi. Responsabilmente e nell’interesse della salute pubblica chiediamo l’attivazione del protocollo per le maxi emergenze, altresì che vengano messe efficacemente in campo tutte le strategie utili per ridurre la pressione sulle strutture dell’ASUFC, in tal senso si sollecita una richiesta di collaborazione affinché tutte le aziende sanitarie e le strutture sanitarie del privato accreditato della Regione si rendano fattivamente partecipi mettendo a disposizione risorse umane e strutturali". 

I sindacati, con la voce di Andrea Traunero, Giuseppe Pennino e Stefano Bressan, si sono rivolti al Vicepresidente e Assessore alla Salute, politiche sociali e disabilità, delegato alla protezione civile Riccardo Riccardi, al Direttore centrale Salute, politiche sociali e disabilità Gianna Zamaro e al Direttore Generale Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale Massimo Braganti chiedendo la "chiusura immediata e non più rinviabile delle strutture con attività differibile per recuperare risorse umane e strutturali da assegnare alle strutture coinvolte nell’emergenza urgenza COVID".

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