Emergenza alla Cavarzerani: superati i 450 ospiti, riaperta la Friuli. Intensificare i controlli

Da maggio ad oggi sono circa 200 i migranti in più presenti nella struttura. Oggi il vertice tra il prefetto Ciuni e l'assessore Roberti. Sarà rafforzato il presidio per garantire la sicurezza

Se tre mesi fa all'interno della Cavarzerani erano presenti solamente 250 richiedenti asilo politico, oggi l’ex caserma ne ospita 450, ben 130 persone in più rispetto a quanto preventivato anche dal bando per la gestione dell'ex struttura militare di via Cividale in partenza il prossimo settembre. A causa dei numeri e dell'assenza di spazi a adeguati, la Croce Rossa Italiana si è vista costretta a spostare 35 migranti negli spazi della Friuli, l'altra ex caserma dove sorgerà, in un prossimo futuro, la nuova sede della Cri e -con tutta probabilità- anche la nuova sede della Protezione Civile ancora posta in alcuni spazi dell'Ex stazione dei vigili del fuoco di piazzale Unità d'Italia.

Vertice con il prefetto

Numeri allarmati considerata anche la quota di  2,5 migranti ogni mille abitanti prevista dall'accordo Anci e Ministero, e che alla mente riportano all’emergenza abitativa e di spazi vissuta qualche anno fa. "Siamo molto lontani dai numeri raggiunti solo qualche anno fa. Tuttavia è nostra intenzione intervenire con tempestività per far fronte ai flussi di immigrazione che hanno portato negli ultimi due mesi a un aumento delle presenze nella provincia di Udine e, in particolare, alla caserma Cavarzerani. Per questo, con la Prefettura di Udine abbiamo congiuntamente deciso di analizzare a fondo la situazione, comprendere meglio il fenomeno e rafforzare il presidio sul territorio per garantire la sicurezza dei cittadini". Lo ha detto l'assessore regionale con delega all'immigrazione, Pierpaolo Roberti, al termine dell'incontro, oggi a Udine, con il nuovo prefetto della città, Angelo Ciuni.  

Allo studio il perchè dell'aumento

D'intesa anche con il Commissario di Governo, prefetto Anna Paola Porzio, è stato deciso di approfondire le ragioni che hanno portato negli ultimi mesi ad un incremento degli arrivi di migranti, pur nella consapevolezza che i flussi sono di molto inferiori a quelli registrati in un recente passato. "È necessario intervenire con determinazione per presidiare i confini terrestri", ha spiegato Roberti. "A livello nazionale - ha aggiunto l'assessore - è noto che il Governo ha sensibilmente ridotto gli arrivi via mare. Questo ci dà dei margini per fronteggiare meglio i flussi via terra, sia intensificando i controlli sia ipotizzando il trasferimento in altre regioni di migranti qualora le nostre presenze dovessero mantenersi troppo elevate".  Roberti ha quindi evidenziato di aver già interessato in proposito il ministero degli Interni, ricordando che l'Amministrazione regionale guidata da Massimiliano Fedriga si è dichiarata disponibile ad ospitare alcuni Centri permanenti per i rimpatri (Cpr) che dovranno consentire il progressivo superamento dell'accoglienza diffusa e l'alleggerimento delle presenze in strutture come la Cavarzerani o la caserma Friuli che, è stato detto oggi, in questa fase emergenziale dovrà comunque rimanere aperta.

Più controlli

Parallelamente si è ipotizzato di irrobustire la presenza di Polizia e Carabinieri in prossimità dei centri di accoglienza e di intensificare i controlli delle persone in entrata e in uscita da queste strutture. Proprio in quest'ottica il prefetto di Udine incontrerà, già nella giornata di domani, i responsabili delle Forze dell'ordine. Nel corso dell'incontro, che anche Ciuni ha definito positivo, evidenziando la volontà di agire in "condivisone con il territorio", si è parlato anche del prossimo trasferimento della Prefettura nella sede del vecchio ospedale militare e del possibile spostamento della sala operativa provinciale della Protezione civile presso la sede dei Vigili del fuoco, ritenuta più idonea.  

Formazione

Infine Regione e Prefettura di Udine hanno fatto il punto sul progetto "Omara - Orientamento ai mestieri artigiani per i richiedenti asilo" che, attraverso il coinvolgimento di artigiani locali che operano come insegnanti, ha l'obiettivo di insegnare ai richiedenti asilo a svolgere alcuni mestieri artigianali.  Come ha ricordato Roberti, il progetto era stato finanziato dalla precedente Amministrazione regionale ma è stato rimodulato dalla
nuova Giunta, in accordo con Confartigianato, inserendo corsi per il rispetto dei generi e della legalità, questi ultimi seguiti direttamente dalle Forze dell'Ordine.

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