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Siglata la convenzione per l'elettrodotto, l'opera può partire

Stabiliti tempi certi per l'avvio in autorizzazione delle demolizioni di 110 km di vecchi elettrodotti in 30 Comuni della Bassa Friulana. A disposizione dei Comuni 3,9 milioni di euro per le misure di compensazione degli impatti ambientali residui dell'opera, ripartiti secondo criteri stabiliti di concerto con la Regione

Terna Rete Italia e la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia hanno siglato oggi, nella sede di Udine della Regione, la convenzione quadro che definisce le misure di compensazione e riequilibrio ambientale alle amministrazioni comunali interessate dalla realizzazione dell’elettrodotto “Udine Ovest – Redipuglia”.La firma della convenzione quadro – prescritta dall’Intesa all’opera deliberata dalla Regione FVG nell’ottobre scorso – era l’ultimo atto necessario per consentire l’apertura dei cantieri dell’elettrodotto, autorizzato dal Ministero dello Sviluppo Economico nel marzo 2013, dopo 10 anni di lavoro con il territorio.

"Con la Convenzione – ha dichiarato la Presidente della Regione FVG Debora Serracchiani – Terna si impegna a trasferire ai Comuni interessati compensazioni ambientali superiori a quelle inizialmente previste. Grazie a questo accordo, la Regione ha ottenuto inoltre garanzie precise per quanto riguarda i tempi di demolizione di 110 chilometri di vecchie linee elettriche nella Bassa friulana, con lo svincolo di una parte importante di territorio. Anche la scelta dei pali monostelo per il nuovo elettrodotto permetterà di ridurre in modo sostanziale l'impatto visivo, il campo elettromagnetico e il consumo di suolo. L'opera accrescerà la competitività territoriale del Friuli Venezia Giulia, garantendo il fabbisogno energetico per i cittadini e le imprese".Terna Rete Italia ha convenuto con la Regione FVG di destinare ai Comuni coinvolti l’importo massimo disponibile per le misure compensative: 3,9 milioni di euro, corrispondente al 6% del’investimento del gestore della rete elettrica nazionale per la realizzazione dell’elettrodotto e della stazione elettrica di Udine Sud (65M€). La ripartizione delle opere compensative tra i Comuni – che potranno stipulare accordi con Terna Rete Italia per la definizione e la realizzazione degli interventi – sarà effettuata applicando i criteri definiti dai Comuni e la Regione: lunghezza dell’elettrodotto nel territorio comunale e valore dei terreni attraversati, lunghezza delle linee che saranno dismesse, numero di edifici beneficiati dagli smantellamenti e presenza della stazione elettrica.

Rispetto alla tempistica delle richieste di autorizzazione per la dismissione di 110 km di vecchie linee che oggi insistono sui territori di 30 Comuni della Bassa Friulana, Terna Rete Italia si è formalmente impegnata ad avanzare le domande di autorizzazione secondo un crono programma dettagliato, allegato alla convenzione.

L’utilizzo di pali monostelo a ridotto impatto ambientale, per la prima volta in FVG, in luogo dei tradizionali tralicci troncopiramidali, assicurerà minor impatto visivo, minore campo elettromagnetico (grazie alla ridotta distanza tra i conduttori nelle tre fasi)  e minor consumo di suolo (complessivamente inferiore a 1 ettaro poiché i monostelo occupano 5/6 mq rispetto ai 200/250 mq dei tradizionali tralicci troncopiramidali).

Terna Rete Italia – che a breve aprirà  i cantieri, dando lavoro a 10 imprese e 340 persone – ha ricordato che l’elettrodotto risolverà il rischio blackout cui è esposta la rete elettrica regionale, oggi alimentata da sole due linee 380kV entrate in esercizio più di trent’anni fa, quando i consumi elettrici regionali erano meno della metà di quelli attuali (1983, 4miliardi di kWh; 2012, 10 miliardi di kWh).

L’investimento di Terna per l’intervento (110 milioni di euro complessivi, per nuove realizzazioni e abbattimenti di vecchie linee), produrrà 60 milioni di euro l’anno di risparmio per gli utenti del sistema elettrico.

Lo smantellamento di 110 km di vecchie linee (circa 400 tralicci) libererà 680 edifici che oggi si trovano entro i 100 metri dalle linee, restituendo al territorio 367 ettari di terreno (pari a 524 campi da calcio) oggi vincolati da servitù di elettrodotto. L’elettrodotto “Udine Ovest - Redipuglia” è inserito nell’elenco degli interventi strategici della delibera del 31 gennaio scorso dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas, che ha individuato le opere prioritarie per la riduzione del costo dell’energia per gli utenti.

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