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Elettrodotto Udine-Redipuglia, Terna trasmette i documenti al MISE: potrebbero sanare il vizio di forma contestato

Il Consiglio di Stato si era espresso negativamente lo scorso 23 luglio 2015. E adesso la palla passa al Ministero dei Beni Culturali

Novità sulla vicenda legata all'Elettrodotto Udine-Ovest - Redipuglia dopo lo stop dello scorso luglio da parte del Consiglio di Stato. Terna, il gestore della rete elettrica nazionale, ha trasmesso al Ministero dello Sviluppo Economico la documentazione necessaria a sanare il vizio di forma contestato per non adeguata motivazione dal Consiglio di Stato il 23 luglio 2015. Il Ministero dei Beni e Attività Culturali sarà in grado, così, di ottemperare alla sentenza sanando il difetto di motivazione evidenziato.

La censura del Consiglio di Stato riguardava la nota 6440 del 24 febbraio 2011 con la quale il Ministero dei Beni e le Attività Culturali aveva espresso il proprio parere sull’elettrodotto: cioè soltanto uno dei 50 pareri favorevoli complessivamente espressi nel lungo percorso autorizzativo dell’opera, svoltosi dal 2008 al 2013 a valle di una concertazione con oltre 70 incontri con gli Enti Locali.
La documentazione presentata è coerente con il progetto in esecuzione, approvato dal Ministero dello Sviluppo economico con il decreto autorizzativo n. 239/EL-146/181/2013 del marzo 2013 e già realizzato per l’80%. I lavori, iniziati il 25 novembre 2013 e in corso fino al giorno della sentenza, hanno sempre rispettato i vincoli imposti dai Ministeri, al punto che si è già ottemperato alle prescrizioni più rilevanti del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. 

Terna fornisce alcuni esempi: per la realizzazione dell’elettrodotto completato per l’80% al giorno della sentenza, coerentemente con il quadro prescrittivo sono stati utilizzati solo sostegni tubolari monostelo, meno impattanti sull’ambiente; sono inoltre state adottate le varianti di tracciato inserite nell’autorizzazione, anche rispetto alla tutela della fascia di elevato valore paesaggistico dell’area golenale del fiume Torre. Nelle zone agricole, per rispettare l’attività ivi svolta, i sostegni sono stati posizionati il più possibile lungo i confini dei fondi ed eseguendo i lavori in periodi non legati alla produzione, ripristinando le opere di miglioramento fondiario intaccate e non interferendo i sistemi di irrigazione
Sono state evitate le interferenze con gli habitat tutelati e pianificate azioni di tutela della vegetazione esistente, di mitigazione paesaggistica e ambientale della nuova stazione elettrica di Udine Sud e di diminuzione del rischio elettrico per l’avifauna, sulla base delle linee guida ISPRA.

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