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Elettrodotto Udine Ovest-Redipuglia, le ragioni di Terna per non interrarlo

La società comunica l'avvenuto deposito della documentazione progettuale aggiornata per la procedura di "Via" dell'opera. Ma sarà possibile fare osservazioni

Sarà pubblicato oggi, da Terna, gestore della rete elettrica nazionale, l’avviso legale di avvenuto deposito della documentazione progettuale per la ri-determinazione ministeriale dell’autorizzazione all’elettrodotto 380 kV “Udine Ovest-Redipuglia” (già realizzato all’80%), come richiesto dal Ministero dell’Ambiente l’11 febbraio scorso; nei prossimi giorni il dicastero potrà riavviare la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale. 

La società ricorda come stia proseguendo regolarmente il procedimento autorizzativo ri-avviato dal Ministero dello Sviluppo Economico il 6 novembre scorso per consentire la conclusione dei lavori dell’elettrodotto. "Grazie all’imminente avvio della procedura di rideterminazione della VIA - si legge nel comunicato della Società - il Ministero dell’Ambiente potrà acquisire un congruo e motivato parere del Ministero delle Attività Culturali, che colmi il deficit di motivazione censurato dal Consiglio di Stato con la sentenza del 23 luglio 2013. 

La documentazione depositata da Terna fornisce un’attualizzazione del quadro ambientale di progetto: il nuovo Studio di Impatto Ambientale (consultabile anche online sul sito del Ministero dell’Ambiente) racchiude tutte le migliorie al progetto che erano state indicate – come prescrizioni – dal Decreto VIA rilasciato nel 2011. La documentazione progettuale è coerente con tutte le pianificazioni vigenti, compresa l’assenza di interferenze con nuovi vincoli ambientali rilasciati negli ultimi anni". 

"La pubblicazione legale riporta l’elenco di tutti i terreni, identificati dalle particelle catastali, interessati dall’intervento, su cui vige un vincolo preordinato all’asservimento (per la realizzazione delle linee elettriche) o all’esproprio (per la realizzazione della stazione elettrica di Udine Sud). 
L’avviso legale riporta inoltre il dettaglio gli interventi che erano già stati realizzati al momento del fermo dei cantieri con la sentenza del Consiglio di Stato, che riguardano l’80% delle opere di progetto. I soggetti interessati possono presentare osservazioni: al Ministero dello Sviluppo Economico, entro 30 giorni, per la partecipazione al procedimento amministrativo di autorizzazione e di apposizione del vincolo preordinato all’esproprio e asservimento; al Ministero dell’Ambiente, entro 60 giorni, per la partecipazione al procedimento di rideterminazione nella procedura VIA". 

Le ragioni di Terna per non interrare l'elettrodotto

Attraverso lo stesso comunicato, Terna nello Studio di Impatto Ambientale ribadisce le ragioni per le quali interrare (anche solo per brevi tratti) l’elettrodotto 380kV Udine Ovest – Redipuglia risulta:

- impossibile sotto il profilo della sicurezza e della stabilità elettrica, perché realizzare la Udine Ovest – Redipuglia in cavo interrato non risponderebbe alle necessità del Friuli Venezia Giulia. La rete elettrica regionale ad alta tensione, vetusta e poco magliata, non è più sufficiente a garantire l’alimentazione di tutti gli utenti, nel caso in cui elementi di rete dovessero essere posti fuori servizio. Il nuovo elettrodotto Udine Ovest – Redipuglia ha il compito di rafforzare la magliatura della rete elettrica friulana per garantire continuità di alimentazione anche in caso di interruzioni su altri elettrodotti.
I cavi interrati, in caso di guasto, richiedono tempi di riparazione dell’ordine di settimane, durante le quali la rete elettrica circostante deve assolvere ai compiti della linea in cavo non più in servizio. In questa situazione, la rete elettrica friulana, poco magliata e strutturalmente fragile, sarebbe soggetta a sovraccarichi con conseguenti pericolosi blackout.

- più impattante sul territorio, perché una soluzione interrata consuma e asservisce maggior suolo rispetto a quella aerea. La posa dei cavi comporta l’asservimento, per tutto il percorso senza soluzione di continuità, di una striscia di terreno larga più di 20 m sulla quale è interdetta in modo assoluto l’edificabilità e qualsiasi coltivazione, le cui radici potrebbero danneggiare i cavi. Nel caso della “Udine O.- Redipuglia”, una soluzione interrata comporterebbe l’inibizione all’uso di oltre 80 ettari di superficie agricola.  L’ipotesi di interramento dell’elettrodotto comporterebbe molti più vincoli per l’attività agricola rispetto alla soluzione aerea. Alla posa dei cavi, poi, sarebbe necessario aggiungere la realizzazione di due stazioni elettriche di transizione aereo – cavo , cioè di passaggio dell’elettrodotto da un cavo aereo a un cavo interrato e viceversa, di circa 4.000m2 ciascuna.

- più significativo in termini di induzione magnetica generata, perché l’induzione magnetica si attenua all’aumentare della distanza dal conduttore, ed è quindi maggiore nel caso di cavi interrati a 2,6 metri di profondità, rispetto ai conduttori aerei posti come minimo (punto franco) a 12 metri dal suolo.

- molto più costoso per gli utenti del sistema elettrico (che pagano in bolletta gli interventi di Terna), perché realizzare la rete in cavo interrato costerebbe tra le 10 e le 13 volte di più rispetto a un linea aerea considerata la minor portata di un cavo interrato rispetto a un cavo aereo. a parità di potenza trasmissibile, una linea aerea a 380 kV equivale a due teme in cavo, quindi, nel caso dell'elettrodotto “Udine O.- Redipuglia”, a 4 teme di cavo.

Terna ricorda che l’elettrodotto “Udine O.- Redipuglia” è indispensabile per risolvere i rischi di disalimentazione della rete elettrica friulana, formata da sole 2 linee a 380 kV risalenti agli anni ’70-’80, a fronte di consumi dei friulani più che raddoppiati negli ultimi trent’anni. I 40 km di nuova linea permetteranno di demolire 110 km di vecchie linee e circa 400 tralicci in 30 Comuni della bassa friulana, liberando 367 ettari di territorio dalla servitù di elettrodotto e con benefici per 680 edifici oggi collocati a 100 metri dalle linee che saranno demolite. 

L’investimento di Terna, pari a 110 milioni di euro, permetterà di realizzare un risparmio sulla bolletta elettrica di oltre 60 milioni di euro all’anno.


 

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