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Udine si veste bene per Ein Prosit, ma agli udinesi cosa rimane?

Presentata oggi la grande manifestazione enogastronomica, che arriverà a Udine dal 24 al 28 ottobre, si profila un evento per pochi costato però 250mila euro di soldi pubblici

Presentata stamattina, l'edizione udinese di Ein Prosit è destinata a entrare nella storia. O, quanto meno, a far parlare di sè. Da una parte il prestigio di nomi nazionali e internazionali: un fenomenale parterre di chef che arrivano da tutto il mondo e che faranno di Udine il centro della gastronomia internazionale per un fine settimana. Un prestigio che costa e che verrà finanziato da 39mila euro più Iva dal Comune di Udine, 210mila euro dalla Regione, oltre che dalla Fondazione Friuli, dalla Camera di Commercio di Udine e da 30 sponsor privati, per un totale da capogiro.

Evento per pochi?

Dall'altro alcuni udinesi. Quelli che non godranno nemmeno delle briciole di questa manifestazione elitaria perché, come ha dichiarato l'assessore ai grandi eventi del Comune di Udine, «Ein Prosit non ha un obiettivo numerico ma qualitativo. Non ci saranno le persone che si riverseranno nelle vie di Udine, come a Friuli Doc, ma ci sono 152 eventi che sono indirizzati ad un pubblico ristretto. Basti pensare che la serata clou costa 250 euro».  Come a dire, non solo non per tutti, ma davvero per pochi. Una delle critiche più frequenti da quando è stato annunciato il cambio di location è quindi la scarsa ricaduta sul territorio.

Franz

«Non enfatizzerei il cambio di città - continua l'assessore Franz - visto che c'è stata piena collaborazione tra i comuni di Tarvisio e Udine. Lo spostare l'evento è stato in una logica di crescita di evento che ha già raggiunto altissimi livelli. L'intento è però quello ora di promuovere tutto territorio, cosa che è possibile fare vista la centralità di Udine come capitale del Friuli. Chi dice che non ci saranno ricadute probabilmente rosica, perché il bacino a cui guardiamo è molto alto e la promozione che verrà fatta sarà dell'intero Friuli, visto che sarà una vetrina anche per i nostri prodotti agroalimentari». L'assessore Franz, parlando degli ospiti presenti, li definisce come "universi di stelle che cadranno sul cielo di Udine". Lo sforzo, in effetti, è stato grande da tanti punti di vista. Compreso quello di permettere agli eventi, già elitari (e già praticamente tutti sold out, trattandosi di incontri a numero ristretto) di per loro, di svolgersi in location di prestigio assoluto. Ad aprirsi saranno infatti le più belle stanze della cultura udinese. «Sono sedi prestigiose che possono dare lustro a un'iniziativa già blasonata. La logica è attirare turisti: e guardare fuori dai confini regionali».

Cigolot

A fargli da eco è il collega Fabrizio Cigolot, assessore alla Cultura del Comune di Udine, che risponde alla critica di chi vede Udine sempre meno acculturata e sempre più enogastronomica. «Questi eventi, rispetto alle manifestazioni culturali, non sono "aut aut", ma "et et". Non abbiamo affatto sottratto spazio e risorse alle attività culturali, stiamo regalando qualcosa in più alla città. Tra ottobre e novembre - conclude l'assessore Cigolot - ci saranno moltissime manifestazioni e mostre a Udine!».

La critica di Martines

Uno dei più agguerriti oppositori di questa sfarzosa scelta del Comune, è Vincenzo Martines, già candidato sindaco. Qualche giorno fa, sulla sua pagina Facebook, un lungo post ha commentato così l'evento.

Quello che ci aspetta è piuttosto chiaro. Il Comune di Udine mette un sacco di soldi su grandi eventi purché siano già preconfezionati, “importandoli” perché non sa inventare nulla di nuovo, perché, se lo fa, il rischio di buttarli via, i soldi, per incapacità è sotto gli occhi di tutti. Grandi sagre, grandi manifestazioni enogastronominche, grandi mostre costosissime “mordi e fuggi”, affidate all’impresario privato Goldin: questa la strategia. Un rullo compressore fatto di grandi mangiate di piazza, se parliamo di Friuli Doc; più raffinate se parliamo dell’imminente “Ein Prosit”, concepito per essere consumato negli edifici nobili della città, per far assaggiare pietanze e vini di alta qualità, in ogni dove del centro cittadino. (...) Da una parte si capisce che profilo Fontanini vuole dare alla città, vale a dire: meno cultura e più enogastronomia; dall’altra si palesa il rischio di mortificare la natura di capitale della cultura del nostro territorio. Ora tutto il centro sarà occupato da Ein Prosit. A settembre Friuli Doc, a ottobre Ein Prosit.
(...) Comunque sia, si profila la Udine del Fontanini pensiero. Distruggere, per finalità ideologica, “Vicino Lontano” e il “Premio Terzani”, spodestare la città dei suoi spazi, per farne locali di una grande piazza enogastronomica, fare di Udine insomma la città del mangiare e del bere. Del resto fin dall’inizio erano stati chiari: grandi manifestazioni sì, cultura no. La Udine del futuro ha preso il largo, una città delle tavole imbandite, a scapito della Cultura. Capitale del Gusto anche fighetto, come vuole la regola televisiva di gran moda in questo momento.

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