Cronaca

Mazzega ai domiciliari, il rammarico della Lega: «La Regione si costituisca parte civile»

Dopo il commento di ingiustizia espresso dall'avvocato dei genitori di Nadia Orlando, arriva anche quello dei politici. Zilli: “Ennesima prova di una legge sbagliata che deve essere cambiata immediatamente. Nostra mozione depositata e dimenticata ormai da mesi in Consiglio”

Rigettato dalla Corte di Cassazione il ricorso della Procura della Repubblica di Udine contro il provvedimento con il quale sono stati concessi i domiciliari con braccialetto elettronico all’assassino di Nadia. Alle dichiarazioni di delusione espressa dal legale dei genitori di Nadia Orlando, l’avvocato Fabio Gasparini, si aggiungono le dichiarazioni di sdegno e rammarico da parte di alcuni politici locali.

Barbara Zilli

"Una decisione che ci consegna l’ennesima ingiustizia sostanziale consumata dietro il formale rispetto di norme che necessitano di essere modificate", questo il commento della consigliera regionale della Lega Nord, Barbara Zilli. "Di buonismo, in Italia, si muore e le vittime finiscono per essere i colpevoli. Vi sono reati – continua Zilli - per i quali non è possibile eccedere di zelo garantista neppure nella fase anteriore al processo e dove è necessario intervenire preventivamente per garantire la sicurezza della comunità. Per questo motivo ho depositato in Consiglio regionale un voto alle Camere che è stato condiviso da tutta l’opposizione e che chiede l’impegno della Giunta nel farsi promotrice nei confronti del Parlamento per una modifica della disciplina delle misure cautelari in tal senso." 

"Di fronte alla conferma che Mazzega può attendere il suo destino comodamente dal divano di casa, esigiamo che Serracchiani dichiari che la Regione si costituirà parte civile nel processo, rispondendo ad un’altra nostra mozione depositata e dimenticata ormai da mesi in Consiglio. La decisione odierna è un pugno nello stomaco per tutti i quei friulani che hanno attestato la solidarietà e l’impegno della comunità. La Presidente della Regione - conclude Zilli - se ne assuma la responsabilità."

Elisa Asia Battaglia

"Una decisione davvero difficile da comprendere alla luce dell’efferato delitto commesso”. Elisa Asia Battaglia, assessore alle pari opportunità della Provincia di Udine, è incredula difronte alla conferma dei domiciliari da parte dei giudici della Cassazione per Francesco Mazzega accusato dell'omicidio della fidanzata Nadia Orlando, 21 anni. “Ancora sofferenza e dolore per la famiglia di Nadia cui esprimo la mia vicinanza: se era incomprensibile la misura cautelare concessa all’assassino, impossibile capire la sua conferma. E’ un atto che, seppur legittimo dal punto di vista formale, va davvero contro ogni morale, contro i principi sui quali poggia la nostra comunità che respinge questo provvedimento autorizzato da una legge da cambiare al più presto”.  

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