Caso Dm Elektron al Mise. La Regione Fvg chiede garanzie, si attendono risposte

Convocato un tavolo istituzionale presso il Ministero dello Sviluppo economico. Fim Cisl: "Modello predatorio, atteggiamento seicentesco". Il sindacato teme lo spostamento della produzione in Romania. In Friuli potrebbero rimanere prototipazione e progettazione.

Si è svolto questa mattina a Trieste presso la sede regionale, l’incontro tra il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga e gli assessori al lavoro e alle attività produttive con la proprietà di DMElektron e le organizzazioni sindacali (assenti il titolare Melchior e l'amministratore delegato). Durante l’incontro, sia la Regione che le organizzazioni sindacali hanno chiesto all’azienda la conferma degli impegni produttivi e occupazionali nel sito di Buja. Il direttore generale della DM Elektron ha confermato l’impegno produttivo a Buja, ma non ha preso impegni rispetto al mantenimento degli attuali livelli occupazionali nel sito. Questo anche a fronte di un taglio dell'Irap licenziato dalla Giunta regionale. Nel frattempo il Governo ha accolto la richiesta dell'onorevole Serracchiani di convocare un tavolo istituzionale presso il Ministero dello Sviluppo economico sulla situazione della DM Elektron.

La Regione chiede garanzie sul futuro

"Ho chiesto alla proprietà garanzie sul mantenimento dei livelli occupazionali - ha spiegato il governatore del Friuli Venezia Giulia - al contempo fatto un appello alle parti sociali affinché, a fronte degli impegni che l'azienda vorrà assumersi, si possa aprire una nuova fase di dialogo e confronto propositivo sul futuro dell'impianto di Buja". "Se il taglio dell'Irap, appena licenziato dalla Giunta regionale, testimonia ampiamente l'attenzione rivolta agli investimenti dei privati sul territorio, le risorse che abbiamo destinato in legge di bilancio a vantaggio delle stabilizzazioni è - ha evidenziato Fedriga - al contempo specchio di quanto la stessa Amministrazione sia vicina alle esigenze dei lavoratori". "Su queste premesse - ha spiegato il governatore - dobbiamo tenere conto delle esigenze di entrambe le parti in causa, facendo leva sul loro senso di responsabilità e sulla volontà di addivenire a una soluzione capace di porre fine allo stato di agitazione e di far ripartire la produzione".  "Ben comprendendo le preoccupazioni in essere - ha concluso Fedriga - chiedo pertanto alla proprietà di assumersi l'impegno di mantenere i livelli occupazionali a Buja: un importante segnale di apertura, cui sono certo le parti sindacali faranno seguire le opportune azioni per riprendere la piena operatività dell'impianto".

Fim Cisl: "Modello predatorio, atteggiamento seicentesco"

Nonostante il tavolo di crisi e l'impegno della Regione, continua la preoccupazione fra i lavoratori delle linee produttive - in trasferimento - e i sindacati. "La nostra preoccupazione è che la proprietà stia ragionando sulla possibilità di lasciare in Italia solo la parte della progettazione e della prototipazione, per spostare la produzione vera e propria in Romania", spiega il segretario generale Fim Cisl Marco Bentivogli. "Contrariamente a quanto dichiarato nell’incontro dello scorso 10 dicembre in regione dal proprietario Dario Melchior, che ha detto che in Romania c’erano lavoratori più qualificati, nei mesi scorsi molti dei lavoratori italiani sono stati inviati in Romania per addestrare i lavoratori rumeni. Chiediamo al Governatore Fedriga di fare fronte comune con i lavoratori e le lavoratrici. Quanto accade a Buia è per fortuna un atteggiamento non comune di irresponsabilità aziendale. Proprio per questo va combattuta - conclude il Segretario generale Fim -, perché sia fermato un atteggiamento seicentesco e padronale di fare azienda che non accetteremo mai. È in gioco la credibilità delle istituzioni che non possono acconsentire un atteggiamento miope e fallimentare di fare impresa".

Governo accetta tavolo al Mise  

"E' un primo passo che giudico positivo: le crisi aziendali si prevengono e questa è la condotta migliore, come peraltro ha sempre fatto il Pd con il suo ministro Calenda”, così la capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera Debora Serracchiani ha commentato la risposta del sottosegretario del Lavoro e delle Politiche Sociali Claudio Cominardi, oggi durante il question time in Commissione Lavoro, alla sua interrogazione che chiedeva la convocazione al Mise di un tavolo dedicato. Serracchiani ha chiesto al sottosegretario che “il tavolo istituzionale venga convocato quanto prima, anche perché la situazione della azienda di Buje non è per nulla chiara, come hanno evidenziato gli incontri che si sono svolti in questi giorni, promossi dalla Regione Friuli Venezia Giulia. Mi auguro che il Governo ritenga prioritario affrontare urgentemente la situazione della Dm Elektron, specie – ha aggiunto - dopo i proclami contenuti nel decreto Di Maio volti a scongiurare le delocalizzazioni delle nostre aziende. Adesso si può passare dalle parole ai fatti ed è quello che davvero auspichiamo accada”.

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